Premio di produttività in ritardo: i sindacati attaccano il Comune
Pistoia, le organizzazioni dei lavoratori minacciano di rivolgersi al giudice nel caso in cui la situazione non si sblocchi
PISTOIA. L’accordo firmato per il pagamento del premio di produzione c’è. Il Comune, però, non procede con i pagamenti. «Se si continua così, alle lavoratrici e ai lavoratori non resterà che rivolgersi al giudice del lavoro». Prosegue lo scontro tra le sigle sindacali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil, insieme al sindacato delle autonomie locali e polizie locali e alle Rsu del Comune di Pistoia contro Palazzo di Giano. Il nocciolo della questione è il ritardo nel pagamento del premio di produzione ai dipendenti comunali, nonostante l’accordo tra le parti sia stato siglato nel contratto decentrato 2018. La produttività – fanno sapere i sindacati – avrebbe dovuto essere saldata entro il mese di luglio, ma oltre un mese e mezzo dopo, il Comune non ha ancora proceduto ai pagamenti. E quel che preoccupa ancor di più è che a «oggi non esiste una data certa entro cui il Comune pagherà», come si legge in una nota sindacale.
«Già lo scorso anno – è l’accusa mossa al Comune – dopo lunghi mesi di tira e molla, la produttività fu pagata con sei mesi di ritardo. Inoltre, le indennità al personale delle Scuole e della Polizia Municipale non vengono pagate ormai da molti mesi andando contro l’apposito contratto che è stato firmato all’inizio di quest’anno». Ma, se per la Polizia Municipale sembra che la soluzione sia vicina, per gli altri dipendenti comunali non ci sono ancora tempi certi sui pagamenti.
«L’amministrazione – prosegue la nota a firma congiunta dei sindacati – ci ha informato che il ritardo nel pagamento della produttività dipende dalla necessità di chiarire alcuni aspetti legati al processo di valutazione del raggiungimento degli obiettivi dei vari Servizi comunali, che è di competenza del nucleo di valutazione (organo esterno ed indipendente), mentre per le indennità vi sono difficoltà tecniche che impedirebbero la corretta individuazione del personale avente diritto al pagamento».
Insomma, il Comune gioca in difesa, ma le parti sociali non cedono. «Siamo sempre stati disponibili ad un confronto – sottolineano –, ma in questo caso non si tratta di argomentazioni sufficienti: i contratti si rispettano e gli stipendi si pagano. Il perdurare di questa situazione comporterà, per le lavoratrici e i lavoratori a cui non viene pagato quanto dovuto, la necessità di rivolgersi al giudice del lavoro per ottenere giustizia».
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