Il Tirreno

Pistoia

la polemica 

Le opposizioni: questa giunta dimentica gli impianti sportivi

Daniele Rovai

Secondo i consiglieri Tripi, Maglione, Cenerini, Nuti e Bonacchi, l’amministrazione di Tomasi ha disatteso le promesse elettorali

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PISTOIA. «Le forze che sostenevano Alessandro Tomasi avevano fatto dello sport un cavallo di battaglia in campagna elettorale. Oggi dopo due anni dall’insediamento della giunta guidata da Tomasi (FdI) si può parlare di propaganda elettorale, visto che siamo ancora all’anno zero. Certo, il problema nasce da lontano e anche la precedente amministrazione ha le sue colpe, ma se si dice che risolveremo il problema, allora lo devi risolvere, invece di dare interviste mirabolanti sul nulla».

Si è parte così la conferenza stampa convocata ieri presso i locali del Tennis Club da Walter Tripi, capogruppo del Partito democratico in Comune, insieme a diversi esponenti della minoranza – Nicola Maglione dei 5 Stelle, Alessandro Cenerini di Pistoia Sorride, Tina Nuti di Pistoia Spirito Libero e Federica Bonacchi di Pistoia città di tutti. La conferenza si è tenuta a pochi passi dallo stadio e dalla pista di pattinaggio di Valdibrana.

Tutti d’accordo nel denunciare l’inattività per quanto riguarda gli impianti sportivi da parte della giunta Tomasi che non ha le idee chiare, «non dico sull’impiantistica del domani, ma nemmeno su quella che c’è, anzi non c’è, oggi», chiosa Cenerini.

Molti i temi approfonditi: dal nuovo regolamento di assegnazione che manca, tanto che si usa ancora il vecchio, tanto criticato; alle molte associazioni sportive che non hanno ancora un luogo dove allenarsi, assistendo al paradosso «che dopo due anni di monitoraggio, la soluzione del problema della sicurezza, mancando i requisiti fondamentali, sia quella di chiudere una struttura, senza proporre un’alternativa», dice Federica Bonacchi.

Promesse non mantenute, secondo le opposizioni alla giunta Tomasi, come quella del passaggio delle piscine Fedi dalla Provincia al Comune, così da metterci mano, che si scopre non fattibile se non come comodato d’uso, promessa «che oggi è sparita dal radar della giunta», dice Tina Nuti.

Parla del palazzetto dello sport Nicola Maglione, di come in campagna elettorale si sbandierasse come certa la possibilità di realizzare l’ampliamento a 5. 000 posti richiesto dalla federazione, quando poi alla luce dei fatti, «come detto da tecnici del settore, sia impossibile portare l’impianto a quel numero di posti». Insomma, per l’opposizione lo sport, cavallo di battaglia in campagna elettorale, ha disarcionato il fantino. –

Daniele Rovai

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