Il dolore
LAVORATORI DISEGUALI E WELFARE DA RIPENSARE
Che quello del lavoro sia un mondo di diseguali non è un segreto. Di conseguenza lo è anche il welfare. Da una parte i garantiti, a volte iper, dall’altra i non protetti, non soltanto figure fragili, ai margini del mercato, ma spesso anche artigiani e liberi professionisti, soprattutto tra i più giovani. È un’ingiustizia che a volte facciamo finta di non vedere. A dirci che non è possibile rinunciare a un welfare uguale per tutti è stato un convegno voluto dalla diocesi di Pistoia con alcuni protagonisti della vita economica e sociale. C’è dunque da essere grati al vescovo Fausto Tardelli e alla pastorale sociale e del lavoro per aver organizzato ieri quest’iniziativa. Ovunque ha operato, monsignor Tardelli ha sempre affrontato con serietà e competenza i temi sociali, evitando toni populistici presenti anche in alcuni settori della Chiesa. Diceva Umberto Carpi, di formazione marxista, docente universitario a Pisa e parlamentare, scomparso anni fa: «Se la sinistra non riprenderà a occuparsi dei modi di produzione di beni e servizi e della loro distribuzione, altri lo faranno al posto suo». Ecco, il punto è proprio questo: tornare a occuparsi di problemi reali come crescita, lavoro e welfare, al di là del chiacchiericcio politico di palazzo. A ricordarlo, col convegno di ieri, è stato il vescovo. E l’ha fatto, com’è giusto che sia, oltre gli schieramenti di destra e sinistra.
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