Sicurezza
«Il problema verrà risolto con i cassonetti interrati»
PISTOIA. La sperimentazione partita nel 2015 per volontà della giunta Bertinelli permette agli esercenti che si mettono in casa i bidoni colorati per la raccolta differenziata un risparmio sulla TARI del 50,5%. A dicembre 2019 supererà i 3 milioni di euro. Una cifra che il gestore recupera spalmandola sulle bollette di tutti i cittadini pistoiesi. Abbiamo chiesto al dottor Enrico Innocenti, responsabile di Alia, come fa il gestore a verificare che l'esercente abbia diritto allo sconto e di darci una risposta chiara al problema dei bidoni stazionati sulle strade del centro.
Dottor Innocenti come fate a calcolare il volume dei rifiuti differenziati prodotti dal ristoratore che ricordiamo a uno sconto del 50,5% sulla Tari?
«Tutti i bidoni sono contenitori da 160 litri con inserito dentro un chip: quando l'addetto li scarica sul camioncino un occhio elettronico identifica il proprietario leggendo il chip. Non c'è pesatura. Si considera sempre il bidone come fosse pieno. A fine mese si sommano le prese e si calcola il volume dei rifiuti prodotti. Sta al ristoratore, al suo senso civico, rispettare le regole. Per la carta ed il cartone, per esempio, noi lo diciamo di pigiarli bene per riempire il contenitore, se non lo fanno che possiamo farci?».
Ma il cartone non viene preso a parte?
«In questo caso carta o cartone non fa differenza».
Ci si affida alla sensibilità dell'operatore, quindi ad una sua valutazione.
«Sì, certo».
Nel 2016 la giunta Bertinelli, per risolvere il problema dei bidoni messi in strada dai ristoratori, li invita a far certificare l'impossibilità di tenere i bidoni dentro i loro locali, così da poter essere autorizzati a tenerli fuori. Ci spiega meglio?
«Nel 2016 64 locali ci chiesero di essere valutati. Ad oggi non li abbiamo visitati ancora tutti (sono passati 4 anni, nda). Posso dire che alcuni di quelli che abbiamo controllato con qualche modifica agli spazi occupati i bidoni potevano tenerli dentro. Però nessuno ha accettato questa soluzione e, per loro, l’unica possibilità era di metterli fuori, Cosa che ci siamo resi conto non era possibile attuare. Andammo quindi dal sindaco Bertinelli e gli riferimmo la situazione».
E cosa decise il Comune?
«Ne prese atto. Diciamo che tutto da allora, per quanto ne so io, è rimasto congelato anche se, devo dire, la procedura non si è ancora conclusa».
Avete fatto presente anche alla giunta Tomasi la particolarità di questa situazione.
«Certo».
Sono passati quasi due anni dall’insediamento e quei bidoni sono ancora lì fuori.
«Le ripeto che la procedura non si è ancora ancora conclusa. Però c'è il progetto degli interrati che è stato anche pensato anche per eliminare i bidoni. Appena ci saranno gli interrati, i bidoni spariranno e anche i ristoratori dovranno portare i sacchi alle postazioni». — D.R.
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