Il Tirreno

Pistoia

la protesta 

«Questo ponte va sistemato. Così è troppo pericoloso»

Valentina Vettori
L’incidente del 16 luglio, nel quale persero la vita Enzo Bertocci, 82 anni, e la moglie Anna Maria Paolini di 78 (foto Gori)
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L’incidente del 16 luglio, nel quale persero la vita Enzo Bertocci, 82 anni, e la moglie Anna Maria Paolini di 78 (foto Gori)

L’appello dei residenti di Candeglia per le condizioni della strada dove a luglio morirono due anziani coniugi finiti con la loro auto sul greto del torrente Bure

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PISTOIA. «Io abito qui da vent’anni. In tutto questo periodo saranno venuti addosso alla mia casa una decina di volte. Una volta persino un camion. Figuratevi la paura con cui viviamo io e la mia famiglia. Non si può più andare avanti così». Chi parla è Moreno Puccianti, proprietario della casa ad angolo che confina con il ponticino noto come “dei Carabinieri”, in via di Santomoro appena sopra Candeglia.

Quello stesso punto che, il pomeriggio del 16 luglio, ha fatto da tragico sfondo all’incidente in cui persero la vita due anziani coniugi precipitati nel letto della Bure. Un volo di oltre sette metri, dopo aver sfondato la ringhiera del ponte. Una ringhiera che, a distanza di due mesi dallo schianto che l’ha spazzata via, non è ancora stata ripristinata.

Al suo posto – insieme a un mazzo di fiori posato dopo l’incidente – ci sono le protezioni di emergenza. Una barriera new jersey in cemento e alcune transenne tenute insieme da un filo di ferro. «Sono ancora scioccata – confida Cristina Bertocci, figlia della coppia che nell’incidente ha perso la vita – Ogni volta che devo passare da qui con mia figlia, ho paura. Bisogna intervenire al più presto».

A raccogliere l’appello dei residenti della zona, è il consigliere comunale Partito democratico Giovan Battista Grasso, che nella mattinata di giovedì ha svolto un sopralluogo sul ponte accompagnato da chi abita nella zona.

«Questo ponte – spiega il consigliere Grasso – è stato costruito intorno agli anni Venti, quando il traffico non era certo quello di oggi, ma negli anni la situazione è diventata insostenibile. L’aumento delle zone residenziali in tutta la Valle della Bure, che va da Lupicciano a Santomoro ha praticamente quadruplicato il traffico».

Il ponte dei Carabinieri (chiamato così perché un tempo nelle vicinanze c’era una caserma) «non rispetta i criteri di sicurezza – prosegue Grasso – Nei vecchi progetti di ristrutturazione si era già parlato di allargare la carreggiata, ma poi gli interventi non sono mai stati realizzati. I residenti di questa zona chiedono che il Comune intervenga al più presto con una soluzione definitiva e che metta il ponte in sicurezza».

Al vaglio degli uffici tecnici del Comune di Pistoia, comunque, c’è un progetto che punta alla messa in sicurezza. Da una parte, restringere ulteriormente la carreggiata e far rispettare il senso unico alternato sul ponte (una prescrizione che già c’è, ma che non tutti rispettano), insieme a un intervento che, per chi viaggia in direzione Pistoia, ridisegni il raggio di curvatura della strada addolcendo la curva e obbligando a diminuire la velocità. Per i pedoni, invece, l’idea è quella di realizzare un camminamento protetto ricavato dal restringimento della carreggiata.

«Sono progetti ancora allo studio – conferma l’assessore Alessio Bartolomei – ma l’idea è quella di individuare al più presto una soluzione che metta in sicurezza il ponte. Non appena il progetto sarà pronto, incontreremo i residenti della zona e spiegheremo cosa vogliamo realizzare».

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