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Pistoia

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«Ho avuto la cattedra ma è troppo lontano e devo rinunciare»

V.V.
«Ho avuto la cattedra ma è troppo lontano e devo rinunciare»

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Pistoia. Ottenere il posto di ruolo per la propria materia di insegnamento, in una scuola lontana da casa, e dover rinunciare per non sacrificare la famiglia, ributtandosi nel mondo del precariato per un nuovo anno, accettando magari di non insegnare la propria materia.

Sembra solo un brutto incubo, eppure per molti docenti, anche a Pistoia, è diventato realtà. Così accade che, dopo la grande gioia della stabilizzazione inseguita per anni e finalmente ottenuta, ci si debba rinunciare perché la cattedra è Montescudaio, oppure a Cecina o Piombino, e il trasferimento non è proprio possibile.

È quello che, tra i tanti, è accaduto a Silvia Mariani, 49 anni e insegnante precaria della lingua tedesca da 12, che il 1 settembre ha ottenuto la cattedra di ruolo in una scuola superiore di Montescudaio (130 chilometri da Pistoia, che avrebbe dovuto percorrere ogni giorno all'andata e al ritorno) e a cui, con grande delusione e rabbia, ha dovuto rinunciare per il bene delle sue due bambine. «Per me è stata una tragedia - spiega la professoressa di tedesco - Avevo finalmente ottenuto il ruolo, ma ho dovuto rinunciarci».

Una decisione sofferta, condivisa anche altri colleghi di seconda fascia presenti ieri all'Istituto Einaudi, e che l'hanno vista costretta a "congelare" l'assegnazione del ruolo e quindi anche il superamento dell'anno di prova (è possibile farlo fino a una massimo di tre anni) e accettare un posto di supplenza annuale in una classe quinta dell'Istituto Marchi Forti in Valdinievole.

«Significa precipitare di nuovo nel precariato - sospira Mariani - ma l'ho fatto per le mie figlie». La speranza, per chi condivide con lei la paradossale condizione, è che il prossimo anno arrivi una cattedra a Pistoia o nei dintorni. —

V.V.

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