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Una chiesa gremita di amici e di dolore per l’ultimo saluto a Pamela Fambrini

Carlo Bardini
Una chiesa gremita di amici e di dolore per l’ultimo saluto a Pamela Fambrini

La giovane mamma, infermiera alla Fondazione Turati aveva lavorato anche al Bar Baccarini di piazza Matteotti

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San Marcello. Una chiesa gremita di amici, parenti e di tutti coloro che le hanno voluto dare l’ultimo saluto. Una chiesa, quella di San Marcello, che ieri era colma di dolore, di quello che ti stringe il cuore e che non ti fa respirare. Perché morire a quarant’anni non è una cosa che si possa accettare con facilità. E quella bara di colore bianco, forse, stava proprio a sottolineare la tragicità di una morte prematura.

Si sono svolti ieri pomeriggio, nel capoluogo montano, i funerali di Pamela Fambrini, venuta a mancare sabato mattina per colpa di un male incurabile. A volerla accompagnare nell’ultimo viaggio, non solo i familiari, ma anche tanti amici e colleghi di lavoro della Fondazione Turati di Gavinana: tutti coloro che l’hanno conosciuta e che le volevano bene. Una folla che la grande chiesa sanmarcellina non è stata capace di accogliere completamente: molte persone sono rimaste all’esterno. A celebrare il rito funebre c’era Don Marius, venuto in montagna per sostituire Don Cipriano assente per motivi famigliari.

Pamela Fambrini era molto conosciuta, sia per le sue grandi doti umane e professionali, sia perché era figlia di Graziano Fambrini, per circa un quarantennio uno dei medici di famiglia più noti ed apprezzati della Montagna. E infatti erano presenti anche diversi colleghi del padre e tanti di coloro che il “dottor Fambrini” ha avuto per pazienti.

Da tempo la malattia contro cui stava lottando aveva costretta Pamela a lasciare il suo lavoro di infermiera professionale alla Fondazione Turati. Improvvisamente le sue condizioni si sono aggravate, fino a richiedere il ricovero all’ospedale di San Marcello. Fin dalla prima mattinata di sabato la notizia della sua scomparsa si è diffusa, e sui social arrivate molte testimonianze di dolore e di commozione. Ma anche ieri mattina, proprio sul suo stesso profilo, c’è chi ha voluto lasciarle un ultimo saluto.

Nata a Barga ma sammarcellina fin dalla più tenera età, Pamela Fambrini, prima di diventare infermiera aveva lavorato al Bar Baccarini, di San Marcello. In seguito aveva deciso di diventare infermiera. E dopo un impegnativo periodo di studio e di praticantato, era stata capace di guadagnarsi i titoli necessari ed aveva iniziato a lavorare. Pamela ha combattuto con tutte le sue forze contro il male che l’aveva colpita in giovane età. È stato un lungo percorso, segnato da tappe di maggiore o minore speranza, comunque intrapreso con grande carattere e determinazione, sostenuta dalla sua famiglia e dai suoi affetti. Pamela, oltre ai genitori e al fratello Massimiliano, apprezzato ginecologo, lascia anche il compagno, con il quale abitava a Cireglio, ed un bambino di pochissimi anni.

Dopo la Santa Messa, il feretro è stato accompagnato al cimitero locale. La nostra redazione esprime vicinanza alla famiglia e si stringe al dolore dei famigliari. —

Carlo Bardini

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