Sicurezza
Tra due anni il teatro chiuderà per un restauro radicale
Un intervento da diversi milioni di euro: i soldi della Fondazione dovranno aggiungersi a fondi di altra provenienza (privati?) Presto il via al progetto
PISTOIA. I lavori in corso quest’anno al teatro Manzoni sono soltanto un antipasto dell’intervento di vero e propprio restauro che il massimo teatro cittadino dovrà subire. Un intervento radicale, che riguarderà l’intero edificio a partire dal tetto, per proseguire nei palchi, sul palcoscenico, nello spazio per l’orchestra, negli ambienti e uffici connessi. Un intervento per il quale saranno necessari diversi milioni di euro. Nel 2020 si metterà a punto il progetto, dal 2021 inizieranno probabilmente i lavori, che richiederanno un anno, durante il quale giocoforza la stagione teatrale dovrà emigrare altrove.
Del grande restauro si è parlato a margine della conferenza stampa di presentazione della stagione, ieri mattina. Hanno partecipato il presidente dell’Associazione teatrale pistoiese Giuseppe Gherpelli, il direttore artistico Saverio Barsanti, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e il presidente della Fondazione Caripit Luca Iozzelli. Quest’ultimo ha confermato che la Fondazione farà la sua parte per finanziare l’intervento, ma che occorreranno anche altri contributi. Tomasi ha fatto riferimento a possibili sponsor privati, attirati dalle facilitazioni dell’”Art Bonus”.
Sulla programmazione della stagione, giudizi tutti soddisfatti. Il sindaco, in particolare, ha preso atto come l’offerta degli spettacoli proposta dall’Atp si configuri come un ventaglio di proposte ampio, capace di soddisfare lo spettatore più impegnato come quello dai gusti più immediati. Bene anche il respiro sempre più provinciale dell’attività dell’Atp. Presto, infine, sarà presentato il nuovo direttore amministrativo. —
F.C.
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