Proteste
Partenza in ritardo per il Manzoni ma tra classici e non il programma è ricco
Primo sipario a fine novembre a causa dei lavori in corso Tra Ibsen e Cechov spuntano le “Mine vaganti” di Ozpetek
PISTOIA. Ventidue spettacoli complessivamente, 4 in più rispetto alla scorsa stagione, per un totale di 58 recite. In cartellone ben due prime nazionali, tre prime regionali, una esclusiva per la Toscana e una esclusiva per l'area metropolitana. Questo, in cifre, è il riassunto della stagione teatrale 2019-2020 che andrà in scena al Teatro Manzoni. Una stagione che vedrà aprirsi il sipario del Manzoni soltanto a fine novembre per il protrarsi dei lavori di messa a norma della sala per il rinnovo della certificazione prevenzione incendi (che consistono essenzialmente nel rifacimento dell'impianto elettrico) e che vedrà, quindi, presentare fuori Pistoia, al Teatro Pacini di Pescia, uno degli appuntamenti musicali in programma.
Nel cartellone si conferma lo spazio dato alla musica, con due titoli di musical: l'evergreen Grease (20-22 dicembre), della Compagnia della Rancia diretta da Saverio Marconi ed il nuovo, piccolo ma esilarante, “Supermarket” (27-29 dicembre), satira su alcuni 'nostri' comportamenti quotidiani. Il resto dei titoli in abbonamento vede un'alternanza quasi perfetta tra classici e novità. Innanzitutto Goethe e Ibsen, con due lavori giudicati tra gli spettacoli più validi della passata stagione: rispettivamente “Scene da Faust” (2-4 marzo) diretto da Federico Tiezzi e “Il costruttore Solness” (7-9 febbraio) con la regia di Alessandro Serra. La stagione si aprirà al Piccolo teatro Bolognini (20, 23-27 e 30-31 ottobre): Roberto Valerio presenterà un testo poco conosciuto di Čechov. da un suo racconto lungo, “Padiglione 6”. Un titolo di Tennessee Williams, “Un tram che si chiama Desiderio”(6-8 dicembre(, arriverà per la prima volta a Pistoia con la regia di un maestro del teatro come Pierluigi Pizzi.
A riaprire il Manzoni a fine novembre sarà Letizia Russo con “L'onore perduto di Katharina Blum”. A seguire un altra riscrittura, Patrick Marber con “After Miss Julie” da Strindberg. Quindi Gianni Clementi con la versione partenopea della sua commedia “Le signorine” e il nuovo, per Pistoia, Vincenzo Manna che chiuderà la stagione con “La classe”.
Sorpresa e outsider della stagione sarà la trasposizione per il teatro da parte del suo stesso autore di uno dei suoi film più fortunati: Ferzan Ozpetek con “Mine vaganti” (24-26 gennaio).
Anche questa stagione l’Associazione teatrale pistoiese presenta quattro sue nuove produzioni e una ripresa. Dopo l'apertura con Padiglione 6, andrà in scena (tra ottobre e febbraio) nella sezione Altri linguaggi – presentato in 3 episodi in 3 spazi diversi, il Funaro, Piccolo Bolognini e il palco del Manzoni – un nuovo progetto realizzato con Gli Omini, compagnia in residenza artistica: Circolo Popolare Artico.
Sempre ad ottobre andrà in scena, ma al Teatro Pacini di Pescia, un appuntamento di particolare interesse: l’opera “L’empio punito” di Alessandro Melani, l’opera sarà presentata dall’Orchestra Auser Musici diretta da Carlo Ipata, con la regia di Jacopo Spirei e la partecipazione di cantanti specialisti del repertorio barocco. Per l’opera verrà organizzato da Pistoia un servizio di bus navetta gratuito.
A novembre tornerà in scena al Bolognini Risveglio di primavera - secondo movimento da Frank Wedekind realizzato da Renata Palminiello con Massimo Grigò e Sena Lippi.
Dopo la produzione dell'opera lirica, un'altra incursione extra-prosa si avrà a fine gennaio con la presentazione al Manzoni in prima regionale del nuovo spettacolo di danza di Cristiana Morganti, realizzato da il Funaro con un pool di partner italiani e non.
Da segnalare infine la collaborazione alla produzione di Scene da Faust, grazie al Teatro Laboratorio della Toscana diretto da Federico Tiezzi, che da anni ha sede a Pistoia. —
F.C.
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