Il Tirreno

Pistoia

CHIESA CATTOLICA IN LUTTO 

Tardelli saluta don Frosini «testimone del Vangelo»

Fabio Calamati
Tardelli saluta don Frosini «testimone del Vangelo»

Le parole di affetto del vescovo durante il funerale celebrato in cattedrale «Appassionato cultore del Concilio, anche per me è stato un maestro»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Introdotto da un fragoroso scampanìo, tutt’altro che i classici rintocchi funebri, in cattedrale ieri si è celebrato il funerale di monsignor Giordano Frosini, morto lunedì a 92 anni: teologo, per 26 anni vicario generale, punto di riferimento religioso e culturale per tanta parte della comunità ecclesiale pistoiese.

E tanti pistoiesi hanno voluto esserci, ieri pomeriggio, per stringersi attorno ai familiari e agli amici più stretti di “don Giordano”, come tutti lo hanno sempre chiamato. A presiedere la celebrazione, come detto, il vescovo Fausto Tardelli, affiancato da altri due confratelli: il vescovo di Pescia Roberto Filippini e Gastone Simoni, vescovo emerito di Prato, che di Frosini era amico di lunga data.

Un messaggio è stato inviato anche da monsignor Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e già rettore dello Studio teologico fiorentino, dove don Giordano Frosini ha a lungo insegnato. Con parole commosse, è stato proprio Tardelli a ricordare le tante presenze per l’ultimo saluto a quel «vecchio saggio testimone del Vangelo», come lo ha definito.

Il vescovo, durante l’omelia, ha poi tratteggiato il suo rapporto con don Frosini. Conosciuto inizialmente per i suoi testi di teologia (in particolare quelli dedicati alle “realtà terrestri”, in primis la politica), espressione della stagione del Concilio Vaticano II, quando monsignor Tardelli nel 2014 divenne vescovo di Pistoia, ebbe modo di incontrare direttamente don Frosini.

«Una mente sempre pronta e vigile, curiosa e incline a questionare e combattere, un mix di ingenuità e profondità - l’ha definito il vescovo – è stato un appassionato cultore del Concilio Vaticano. Amareggiato quando riteneva di non vederlo applicato, ma mai rassegnato: era un uomo ferocemente giovane. Testardo, ma con un cuore di bambino, è stato sicuramente una grande figura per la chiesa di Pistoia e per la città».

E a rappresentare la comunità, ieri pomeriggio, in prima fila, dall’altra parte della navata rispetto ai familiari dello scomparso, c’erano alcune autorità civili, a partire dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e da quello di Serravalle Piero Lunardi (Frosini era nativo di Casalguidi). Con loro l’assessora regionale Federica Fratoni.

Ma politici di ispirazione cattolica ce n’erano parecchi, sparsi sulle panche della cattedrale, con orientamenti che potevano coprire l’intero arco parlamentare. Testimonianza, se ce ne fosse bisogno, del grande lavoro di formazione svolto da don Giordano Frosini, che a tutti i cristiani visibilmente impegnati in politica non faceva mai mancare segni di affetto e qualche immancabile rimbrotto.

E accanto ai politici sono venuti, ieri, a rivolgere l’ultimo saluto al grande teologo e insegnante, molti esponenti del mondo del volontariato e della cultura. Al di là delle tendenze e dei convincimenti personali, per tutti don Frosini è stato un esempio di dedizione, generosità e ricerca intellettuale.

Lunedì pomeriggio, a dare notizia della scomparsa dell’ex vicario generale era stata proprio la Diocesi, con un suo comunicato. Don Frosini era malato da tempo, anche se a lungo ha portato avanti le sue attività di ricerca e di insegnamento nonostante le precarie condizioni di salute. Alla fine, però, ha dovuto arrendersi ed è spirato nel suo alloggio all’interno del Seminario vescovile. —

Fabio Calamati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web