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Mancano ancora 35 insegnanti lezioni al via con orario ridotto
L’Istituto comprensivo di San Marcello alle prese con la mancata assegnazione delle cattedre soprattutto per quanto riguarda le classi delle medie e delle superiori
San Marcello. Mancano ancora 35 insegnanti all’Istituto comprensivo di San Marcello, mentre gli alunni iscritti sono sempre meno, con un calo di 33 unità rispetto allo scorso anno a causa delle nascite ancora in diminuzione. L’anno scolastico 2019-2020 sta per iniziare, il prossimo 16 settembre, ma ancora sono diversi i problemi con cui si deve confrontare il dirigente scolastico Carlo Rai.
Problemi, sia ben chiaro, relativi solo alla mancanza di insegnanti e di personale Ata, cioè coloro che una volta venivano chiamati bidelli. Le difficoltà maggiori si registrano per le scuole medie e per le superiori. Si tratta ormai di una costante per gli istituti come quello della Montagna perché, seppur qualitativamente appetibile e concorrenziale rispetto a quelli di città o della Piana, spesso non viene scelto dagli insegnanti per la sua “posizione” non facilmente raggiungibile.
In più, ma questo è un neo al quale ormai il dirigente Rai ha fatto il callo, il calo degli studenti è costante ogni anno. Motivo? Le nascite non vogliono aumentare ed il trend negativo non cambia da diversi anni a questa parte.
«È chiaro che la scuola - spiega Rai - anche quest’anno comincerà con un orario provvisorio e ridotto. La causa è dovuta soprattutto al fatto che ancora l’organico non è al completo. Le lacune maggiori le registriamo alle medie inferiori e alle superiori, e nello specifico in materie come italiano, matematica ed inglese. Considerando il numero totale, ci mancano ancora 35 insegnanti, e, di questi, 4-5 docenti mancano alla primaria».
«Anche il personale Ata non è sufficiente. Quest’anno poi, visto che alcuni plessi vengono ristrutturati al livello dell’antisismica, i collaboratori scolastici sono ancora più preziosi per una questione organizzativa».
« Per quanto riguarda gli insegnanti – prosegue il dirigente – confidiamo nelle convocazioni coordinate epr la prossima settimana. (dovrebbero esserci il 13 settembre, ndr)».
Il primo suono della campanella, quindi, prevederà un orario scolastico provvisorio e ridotto. Infatti, almeno la scuola primaria e quella dell’infanzia saranno aperte solo per la fascia oraria mattutina, per poi entrare a tempo pieno dal 1° ottobre.
«Purtroppo – aggiunge Rai – per noi l’assenza degli insegnanti ad inizio anno è una costante. La scuola di montagna in generale non è ambita ed anche noi paghiamo questa caratteristica. Gli insegnanti vengono poco volentieri in plessi come i nostri e questo porta anche ad un continuo riciclo degli stessi, perché nel momento in cui ottengono il ruolo cercano altre scuole, più facilmente raggiungibili».
A fronte di questa problematica c’è anche il calo delle iscrizioni. «Noi non possiamo fare niente rispetto a questo – spiega – perché dipende dal calo delle nascite. Infatti, anche se le iscrizioni alle scuole superiori sono in aumento per l’offerta formativa che riusciamo a dare, non riescono a compensare il dato demografico. Questo vuol dire che tornare a risultati come alcuni anni fa, quando contavamo oltre mille studenti, adesso è praticamente impossibile. L’esempio tangibile lo abbiamo sotto gli occhi, visto che quest’anno abbiamo 851 iscritti, lo scorso anno 884 (-33) e due anni fa eravamo 902 (-51)». —
Carlo Bardini
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