Sicurezza
Lucia, sorrisi a km zero nella bottega di una volta
◗
Lucia Cecchi al lavoro (Foto Gori)Cecchi, nipote della fondatrice e titolare de “Il Cantuccio”, partecipa al concorso organizzato dal Tirreno e rivolto al mondo del commercio e dell’artigianato
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Ad aprire “Il Cantuccio” fu Maura Ruggeri, la nonna dell’attuale proprietaria, Lucia Cecchi, nuova concorrente di “Operazione sorriso”, l’iniziativa promossa dal “Tirreno” per i lettori di Pistoia e provincia. Da allora – cioè da quando avviò l’attività con il marito Mauro Cecchi – sono trascorsi 71 anni e il negozio si trova ancora in via Pagliucola, a Pistoia. C’è l’eredità di un’intera famiglia in quella rosticceria in cui, dietro al banco, si alternano – oltre a Lucia – il marito David Matteini e il figlio Giacomo, 21 anni. Sorridono ai clienti che, uno dopo l’altro, si avvicinano alla vetrina, scambiando convenevoli e pure qualche battuta.
«Questa è un po’ come la casa del Grande Fratello – ironizza David Matteini – Le persone parlano, si confessano. Condividiamo gioie e dolori: è anche questo il bello di essere ancora la bottega della porta accanto».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.37403560:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37403560:1652440387/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“Il Cantuccio” è nato come un negozio di alimentari con forno annesso ma poi, con gli anni, è diventato una rosticceria. Ma – sottolineano i titolari – qui si può trovare un po’di tutto. «Dalla colazione al pranzo – racconta Lucia Cecchi –, passando dal dolce al salato. Quello che vogliamo, più di ogni altra cosa, è accontentare i clienti. Non solo offrendo prodotti di qualità, ma anche regalando un sorriso a chi ci sceglie ogni giorno. Siamo tutti sempre troppo di fretta, i problemi purtroppo non mancano mai: ma un sorriso, una parola gentile, un consiglio spassionato hanno ancora un grande valore. Soprattutto in una società in cui stiamo perdendo, giorno dopo giorno, il contatto con il prossimo, sempre più “inglobati” da una realtà virtuale».
«Le piccole attività come la nostra – sottolinea il marito David Matteini – lottano quotidianamente contro l’impero della grande distribuzione. Non è facile tenere testa ai supermercati, se non impossibile. Dobbiamo distinguerci, in qualche modo. E per farlo offriamo ai clienti un rapporto diretto, quell’ideale di bottega di una volta che in tanti, per fortuna, apprezzano».
C’è una signora con il suo cagnolino, seduta in un angolo a leggere il giornale. In mano ha il sacchetto della spesa, ma si ferma un attimo per commentare le notizie del giorno. Poi entrano un paio di ragazzi, prendono dal frigorifero delle bibite. Uno scambio di battute prima di uscire poi Matteini sorride: «Hanno l’età di mio figlio minore, andavano a scuola insieme».
E poi l’altro fattore distintivo è la qualità dei prodotti che “Il Cantuccio” vende. «Quello che vedete in vetrina – spiega Cecchi – è tutto rigorosamente di nostra produzione. Se manca un dado vegetale o una conserva, è giusto che la gente vada al supermercato. Ma se vogliono sentire i sapori veri delle pietanze, allora devono venire da noi. Puntiamo, infatti, su prodotti locali a chilometro zero. E, in questo modo, valorizziamo anche le aziende del territorio, i cui prodotti diventano materia prima per i nostri piatti».
«Non è facile – conclude la titolare del “Cantuccio” – mantenere viva e vitale un’attività commerciale per oltre 70 anni. Noi ci mettiamo in gioco ogni giorno, con passione e spirito di sacrificio. I clienti sono, per noi, una seconda famiglia. E noi lavoriamo per essere un punto di riferimento per loro. Regalando a ciascuno, prima di tutto, un sorriso. Perché sorridere migliora non solo la nostra vita, ma anche la giornata di chi lo riceve».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
