Il Tirreno

Pistoia

il progetto 

Manutenzioni affidate a cittadini che sono seguiti dai servizi sociali

Daniele Rovai

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PISTOIA. Avviato un progetto di cittadinanza attiva: quando il reinserimento sociale di persone svantaggiate passa per le attività di decoro urbano. Il sindaco Alessandro Tomasi, il vicesindaco Anna Maria Celesti e l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei hanno presentato un progetto sperimentale che prevede la collaborazione di cittadini pistoiesi, in stato di difficoltà e già seguiti dai servizi sociali del Comune, per lo svolgimento di attività di manutenzione per le vie della città. Un progetto finalizzato a creare nuove opportunità per soggetti che vivono in condizioni di marginalità ed esclusione sociale.

L’idea nasce all’interno di “P. i. so. la”, acronimo per “Percorsi di Inclusione Sociale e accompagnamento LAvorativo”, un servizio di inclusione sociale offerto dalla cooperativa Arkè che vede il Comune contribuire con 190. 000 euro l’anno. Al progetto contribuisce anche l’associazione di volontariato Ente Caposampiero.

«Il progetto di cittadinanza attiva appena avviato – dice l’assessore Anna Maria Celesti – evidenzia come prendersi cura del decoro urbano rappresenti non soltanto un’azione di salvaguardia per il territorio, ma anche una forma di reinserimento sociale per coloro che in questo momento stanno vivendo una condizione di marginalità».

Dopo un colloquio di lavoro presso la cooperativa Arkè, che sovraintende al progetto insieme all’associazione Camposampiero, per capire se le attitudini dei cittadini che saranno coinvolti sono compatibili con le mansioni da svolgere, questi affiancheranno gli operai dei cantieri comunali per effettuare, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei, «tutti quei piccoli interventi di manutenzione ordinaria che altrimenti sarebbe difficile portare avanti con continuità» dagli operai del cantiere che spesso devono operare «in situazioni molto più complesse, quando non in emergenza».

Ad oggi sono tre le persone individuate all’interno del progetto di “cittadinanza attiva”che per tre ore al giorno dal lunedì al venerdì si prendono cura della città. I primi interventi hanno riguardato piazza Garibaldi che gli hanno visti eseguire piccoli lavori di manutenzione come la sistemazione delle ringhiere, dei pali della luce, il taglio dell’erba, interventi che saranno poi ripetuti in altre zone della città.

Sulla parola “inclusione” si sofferma il sindaco Tomasi per il quale con questo progetto sperimentale l’amministrazione comunale ha dato valore a quel concetto «riempiendolo di contenuti tangibile ed offrendo a cittadini socialmente fragili la possibilità di mettere a disposizione della città la propri competenza». –

Daniele Rovai

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