Il Tirreno

Pistoia

L’allarme tumori scuote Casalguidi: «Siamo preoccupati, l’Asl faccia presto»

Massimo Donati
Cittadini di Casalguidi commentano la notizia sul picco di tumori rari pubblicata dal "Tirreno"
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Cittadini di Casalguidi commentano la notizia sul picco di tumori rari pubblicata dal "Tirreno"

Tanti interrogativi dopo la diffusione della notizia del picco di sarcomi registrato negli ultimi anni soprattutto tra i giovani

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CASALGUIDI. La preoccupazione serpeggia. Anche perché le informazioni sono ancora limitate. Soprattutto per quanto riguarda le possibili cause. Fatto sta che è con tante domande nella mente che gli abitanti di Casalguidi hanno iniziato la giornata di ieri. Dopo aver saputo dell’indagine epidemiologica a cui l’Asl ha deciso di dare il via a causa di un numero anomalo di casi di tumori rari registrati nella piccola frazione negli ultimi anni. Anzi, in una zona estremamente circoscritta: un’area di cinque, seicento metri di diametro attorno alla piazza del comune, fra via Matteotti e viale Europa. Almeno 8 casi di sarcoma, fra il 2009 e il 2019, ma concentrati negli ultimi 4-5 anni, soprattutto in persone giovani, a fronte di un incidenza media a livello mondiale di un 5 casi ogni 100.000 abitanti.
 
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«Certo, la prima cosa che viene in mente qui da noi è la discarica – spiega Ivano Landi, seduto insieme agli amici al tavolino del circolo di piazza Gramsci, di fronte al palazzo comunale – Ma qui siamo vicini anche alle aziende vivaistiche, un po’ più in là c’è l’inceneritore. E poi c’è la vicenda dei pozzi inquinati a Ponte Stella... Non lo possiamo sapere. L’importante adesso è che l’Asl faccia quello che deve fare e che lo faccia presto perché la situazione è preoccupante. Anche perché se questo tipo di tumore colpisce una fascia di persone così giovani bisogna capire il prima possibile da cosa dipende».
 
E ai suoi giovani concittadini pensa anche Alberto Mengozzi: «Io ho 88 anni e anche se mi ammalassi non avrebbe tanta importanza, ma ho paura per i nostri giovani. Bisogna che facciano questi controlli per capire quale potrebbe essere la causa, per prevenire altri casi. Qui da noi c’è la vicenda dei pozzi inquinati, ma è laggiù a Ponte Stella. Non ci si spiega cosa possa essere successo».
 
Più o meno tutti nel centro di Casalguidi conoscono qualcuno colpito dalla rara fora di tumore. Fra loro, don Florien Kazubwenge, don “Floriano”, braccio destro del parroco di San Pietro Apostolo. «È molto triste – spiega – In questo periodo sto cercando di aiutare una ragazza molto giovane ad affrontare con più serenità la malattia, andando a trovarla, pregando insieme. Per infonderle più coraggio, più speranza. Che è fondamentale per arrivare alla guarigione».
 
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Anche Mario Gargini ritiene che in questo momento sia fondamentale procedere con i controlli «per rassicurare la gente. Senza allarmismo, ma devono fare presto».
 
«Qui da noi in provincia di Pistoia vengono subito in mente i diserbanti – aggiunge Marcello Niccolai – Io l’ho vissuta, era il mio mestiere. Mi ricordo di quando tanti anni fa tutti lavoravano senza nemmeno una mascherina...».
 
Una preoccupazione giustificata quella della gente secondo il sindaco Piero Lunardi. «È normale – spiega – qui vicino ci sono l’inceneritore, la discarica, i vivai, i pozzi inquinati lungo via del Redolone... Faranno queste verifiche e il Comune è pronto ad appoggiare l’Asl in qualunque cosa c’è da fare, anche dal punto di vista economico».

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