Il Tirreno

Pistoia

Stop alle buche: per avere l’ok agli scavi le aziende dovranno pagare subito il ripristino

Massimo Donati
Stop alle buche: per avere l’ok agli scavi le aziende dovranno pagare subito il ripristino

Il progetto del Comune di Pistoia per mettere fine alla piaga dei lavori di riempimento eseguiti male dalle società dei sottoservizi 

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il Comune dichiara guerra alle buche. O meglio, alle buche che si formano sull’asfalto a causa dei lavori di ripristino fatti non a regola d’arte da parte di quelle aziende che eseguono degli scavi, ad esempio per installare nel sottosuolo nuovi cavi o tubature, o più semplicemente per riparare una perdita d’acqua. E a Pistoia si parla di circa 1.200 interventi ogni anno.. Se il progetto allo studio a Palazzo di Giano andrà in porto, già al momento della richiesta dell’autorizzazione per eseguire lo scavo la ditta in questione dovrà versare nelle casse comunali tutti i soldi che poi serviranno per rimettere tutto a posto. E, con quel denaro, il lavoro di ripristino non verrà più fatto, come accade ora, da chi ha fatto lo scavo ma dal Comune. Per l’esattezza da un’azienda terza a cui verrà affidato l’incarico di ricostruire la strada strato per strato, rispettando un rigido protocollo. Perché è quando gli scavi vengono riempiti alla rinfusa, mischiando tutto ciò che prima è stato tirato fuori, che automaticamente si formano e buche: lo strato sottostante cede alla pressione di auto e mezzi pesanti, l’asfalto si crepa e poi va in pezzi.

«Attualmente – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Bartolomei – quando una società di sottoservizi ci chiede l’autorizzazione per uno scavo, presenta a garanzia una fideiussione, che in teoria il Comune dovrebbe incassare nei caso di problemi o danni. Ma in realtà, anche per tutte le difficoltà di accertare le responsabilità, per via dei subappalti, non è mai capitato che fosse fatto. E per noi è materialmente impossibile controllare che un lavoro di riempimento, di ripristino, sia fatto come si deve. Non possiamo essere costantemente presenti sul cantiere. Fatto sta che spesso il materiale scavato viene ributtato dentro alla rinfusa, perché così all’azienda costa meno».

Intenzione dell’amministrazione è quella di redigere un nuovo regolamento e portarlo all’approvazione del consiglio comunale.

«Vogliamo che la ditta di sottoservizi ci versi subito i soldi per il ripristino – spiega l’assessore – a cui provvederemo poi noi. Per questo sarà necessario predisporre un accordo quadro con un’azienda esterna, da individuare tramite una selezione pubblica e a cui affidare, per più anni, ad esempio tre, l’incarico di occuparsi di tutti gli interventi di questo tipo. Se si pensa che si parla di circa 1.200 interventi l’anno, facendo una media dei costi si può ipotizzare un importo sul milione di euro all’anno. Per quella cifra, dovrà eseguire tutti i lavori che chiederemo siano fatti, ma seguendo un protocollo rigidissimo: buttare via il materiale di scavo e ricostruire la strada strato per strato via via fino all’asfalto... E tutto verrà pagato con i soldi che le società di sottoservizi ci verseranno all’inizio. Insomma, tutti gli scavi della città verranno ripristinati dalla solita azienda, che avrà tutto l’interesse ad operare bene se vuole mantenere l’appalto». —

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web