Il Tirreno

Pistoia

ambiente e degrado 

Quei bidoni maleodoranti nelle strade del centro

Daniele Rovai
Rifiuti che si sono accumulati sui bidoni in una strada del centro storico (foto Lorenzo Gori)
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Rifiuti che si sono accumulati sui bidoni in una strada del centro storico (foto Lorenzo Gori)

Pistoia, servono per raccogliere rifiuti e si trovano su aree pubbliche, eppure si scopre che le regole dicono altro: dovrebbero essere all’esterno solo il tempo del ritiro 

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PISTOIA. Più di 250 bidoni di plastica colorata per la differenziata infilati nelle viuzze strette del centro storico di Pistoia. Da anni questi bidoni, la maggior parte laceri, rotti e sporchi, ricoperti di guano dei piccioni, con i rifiuti che sbordano di fuori, per non parlare dei sacchi neri appoggiati sopra pieni di bottiglie di vetro, fanno parte del tessuto urbano. . Comodato d’uso

Questi bidoni sono in comodato d’uso a pubblici esercizi del centro, per la precisione a quelli che dal 2015 hanno aderito ad una “sperimentazione” ideata dalla giunta di Samuele Bertinelli per favorire la raccolta differenziata. Il ristoratore che si fosse dotato di specifici contenitori per la raccolta differenziata della frazione organica e del multimateriale avrebbe usufruito dello sconto del 50,5% della Tari. Il patto era, però, che i bidoni, dati in comodato d'uso da Publiambiente, oggi Alia, dovessero essere tenuti puliti ed igienizzati all'interno dei locali e solo nei giorni e nelle ore stabilite per le prese spostati, temporaneamente, in strada.

In realtà il problema di dove mettere quei bidoni si è presentato dopo pochi mesi dall'inizio della sperimentazione, tanto che nell'ottobre del 2016 la giunta Bertinelli propose agli esercenti, per regolarizzare la presenza dei bidoni in strada, di far certificare dai tecnici del Comune e di Alia l'inadeguatezza dei locali a tenerli, per permettere poi alla Asl di autorizzare il loro posizionamento permanente su area pubblica.

La verifica

Su 65 locali che chiesero la verifica, ben 62 non furono ritenuti idonei a tenere dentro quei bidoni e seppur gli esercenti non mostrassero «nessuna volontà di trovare soluzioni alternative di collocazione se non quelle su suolo pubblico», come ha spiegato l'addetto stampa di Alia, i tecnici intervenuti in nessun caso dettero il via libera al «collocamento fisso dei bidoni su area pubblica».

C’è una deroga?

Se questi sono i fatti, come mai la sperimentazione non fu abbandonata e da anni quei bidoni sudici, rotti, maleodoranti sono ancora nelle strade del centro, anche se il loro posizionamento su area pubblica da parte degli esercenti non è regolare? Negli anni il Comune ha forse dato una deroga? Nel 2016 l'allora consigliere d'opposizione Alessandro Tomasi (oggi sindaco) chiese con un'interpellanza alla giunta Bertinelli la fine di questa, a suo dire, inutile sperimentazione che, diceva Tomasi, «non ha dato buon esito perché i raccoglitori sono inadeguati, spesso sporchi». Comunque, dalle informazioni in nostro possesso non risulta che il Comune abbia licenziato alcuna deroga al regolamento.

Le sanzioni

Altro capitolo riguarda le sanzioni: l’amministrazione comunale non ha potuto verificare gli eventuali verbali elevati dalla polizia municipale per l'impossibilità della stessa di estrapolare il dato da tutti i verbali d'infrazione ai regolamenti e alle leggi diverse dal codice della strada.

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di Redazione web