Toscana
L’area ex Breda sarà venduta all’asta in un lotto unico: si parte da 10 milioni
L’operazione di ristrutturazione della vecchia fabbrica si bloccò per la crisi finanziaria della “Giusti per l’edilizia”
PISTOIA. Sarà venduta in un lotto unico l’area ex Breda Est, dove fino al marzo 2016 la Giusti per l’edilizia stava realizzando la gigantesca operazione di ristrutturazione della vecchia fabbrica Breda, prima di bloccarsi per una grave crisi finanziaria che l’avrebbe portata al fallimento due anni dopo. L’albergo quattro stelle ormai quasi completato, il grande parcheggio sotterraneo da 800 posti realizzato a metà e gli altri due lotti ancora completamente da edificare, più i lavori di urbanizzazione (le due piazze e la strada principale), tutto questo farà parte di un pacchetto unico che i curatori fallimentari Manuela Olastri e Silvio De Lazzer, con il giudice delegato Sergio Garofalo, metteranno a disposizione degli interessati. La vendita all’asta si terrà il 21 ottobre nello studio del notaio fiorentino Vincenzo Gunnella. La base da cui partirà l’asta è di 10 milioni e 120.000 euro, con aumenti minimi di 100.000. A fronte di un valore stimato degli edifici dell’ex Breda che supera di poco i 10 milioni c’è uno stato passivo totale della Giusti che quasi raggiunge gli 88 milioni di euro.
Ma come si è arrivati a calcolare il valore delle opere del maxi-cantiere? La stima è firmata dall’ingegner Giorgio Ciatti di Pistoia, che ha diviso le opere secondo lo schema urbanistico originale: da una parte l’albergo (lotto O), dall’altra il grande parcheggio con la piazza e gli edifici connessi (lotto H), dall’altra ancora gli altri due lotti che prevedono edifici per alloggi, uffici e attività commerciali, che la Giusti non ha neanche iniziato a costruire (lotti B e D).
L’albergo, praticamente finito e in buono stato complessivo di conservazione (anche se alcuni segni del tempo trascorso cominciano ad affiorare) prevede 141 camere, un solarium, un centro benessere, un centro congressi, al piano terra spazio per un ristorante e un’area commerciale, più oltre 260 parcheggi. Il valore stimato dell’edificio, che era stato promesso in gestione alla Hilton Garden Inn, è di 16,5 milioni. Sottratti i costi totali (9 milioni), resta il valore a base d’asta, 7 milioni circa, che fa dell’albergo il lotto di più alto valore.
Subito dopo viene il cosiddetto lotto H, cioè l’area che comprende il gigantesco parcheggio sotterraneo da più di 800 posti auto su due piani (438 privati, 434 da mettere a disposizione del pubblico a tariffa agevolata concordata con il Comune). La gran parte delle strutture del parcheggio, come si può constatare facilmente affacciandosi da via Pacinotti, sono completate, ma il cemento armato è da tre anni esposto alle intemperie e già vi sono segni pesanti di degrado.
Oltre a completare il parcheggio, il lotto prevede la possibilità di realizzare 77 appartamenti, 17 negozi e 18 uffici in vari edifici al di sopra dei parcheggi stessi. Il tutto varrebbe 26,2 milioni, ma per realizzare le previsioni occorrono almeno 19 milioni. La differenza è appunto il valore a base d’asta del lotto, 6,9 milioni.
Gli altri due lotti, il B e il D, hanno valori. Sommando il valore calcolato di tutti e quattro i lotti, si arriva a 18,3 milioni di euro. Dai quali però vanno sottratti i 7,5 milioni di opere di urbanizzazione ancora da eseguire per conto del Comune, più altre spese (ad esempio la progettazione delle piazze e della strada centrale, 140.000 euro stimati). La differenza è appunto i 10 milioni 120.000 euro che costituiscono la base d’asta.
A seguire l’esito della vicenda ovviamente non c’è solo il mondo degli affari cittadino, più le centinaia di aziende, istituti pubblici e banche che della Giusti sono creditori. Ci sono soprattutto i pistoiesi, che da anni convivono con il gigantesco cantiere che si spalanca tra via Pertini e via Pacinotti e che dal marzo 2016 è completamente fermo.
L’opera pubblica più attesa è ovviamente il maxi parcheggio, ma il completamento del recupero dell’ex Breda consentirebbe davvero di realizzare un quartiere nuovo a due passi dal centro, portando a termine una operazione urbanistica di grande portata per la città.
Proprio con l’intento di favorire al massimo una conclusione positiva dell’operazione, la giunta Tomasi ha proposto al consiglio comunale (che l’ha approvato) il 14 gennaio scorso, di prorogare di tre anni la validità del piano particolareggiato del 2005, che sarebbe scaduto cinque giorni dopo. Ora non resta che aspettare. —
Fabio Calamati
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