Toscana
Il turismo in città fa vedere il segno più è l’onda lunga della capitale della cultura
In tre mesi su cinque segnalato un aumento delle presenze a Pistoia, rallentamenti soltanto a marzo e maggio
PISTOIA. Un inizio dell’anno sprint per il turismo a Pistoia, che ha fatto registrare un incremento in tre mesi su cinque, rallentando solo a marzo e a maggio. Non si placa, dunque, l’effetto capitale della cultura, grazie al quale la città è riemersa dopo anni di oblio patito in questo settore. Anche se, a onor del vero, i numeri assoluti restano pur sempre bassi, se paragonati a quelli delle altre città capoluogo della Toscana. Ma intanto, accontentiamoci: in montagna, per esempio, si sta molto peggio. È quanto emerge dalla lettura delle statistiche pubblicate sul sito del Comune di Pistoia (ente deputato a svolgere questo lavoro dopo la chiusura delle Apt e il passaggio delle consegne dalla Provincia).
PRESENZE TOTALI
Prendendo a campione il solo dato relativo alle presenze totali, si può vedere come queste a gennaio (rispetto allo stesso mese del 2018) siano aumentate a Pistoia città dell’8,48%, mentre sono diminuite nel quadrante montano addirittura del 21,13%; a febbraio molto bene a Pistoia (+19,87%), discreto in montagna (+4,73%); a marzo primo stop per Pistoia (-1,65%) e tracollo in montagna (-29,43%); ad aprile la città rialza la testa (+18,16%), mentre nel quadrante montano la crisi non si ferma (-15,15%); infine altra battuta d’arresto a maggio sia a Pistoia (-1,09%) che in montagna (-6,67%). Molto più “frastagliato” l’andamento a Montecatini (dove si concentra la stragrande maggioranza dei numeri turistici del nostro territorio), dove si può notare come a gennaio (rispetto allo stesso mese del 2018) le presenze siano diminuite dell’1,16 per cento, per poi salire lievemente a febbraio (+0,78%), crollare decisamente a marzo (-12,94%), riemergere ad aprile (+6,30%), ma tornare in territorio rosso a maggio (-10,22%).
GENNAIO
Nel dettaglio, e prendendo a riferimento la sola Pistoia, lo scorso gennaio la città ha visto una contenuta contrazione del turismo italiano (2.620 e -5,14% gli arrivi, 5.365 e -3,68% le presenze), mentre gli stranieri sono andati alla grande (1.471 e +29,49% gli arrivi, 3.388 e +35,57% le presenze), per un totale di 4.091 arrivi (+4,95%) e 8.753 presenze (+8,48%).
FEBBRAIO
Molto buona anche la situazione a febbraio, con 2.589 arrivi (+4,78%) e 5.326 presenze (+26,48%) per gli italiani; 1.761 arrivi (+10,96%) e 3.572 presenze (+11,21%) per gli stranieri. Per un totale di 4.350 arrivi (+7,20%) e 8.898 presenze (+19,87%).
MARZO
Il break imposto alla corsa al rialzo viene dagli stranieri. Se infatti ci sono stati 3.235 arrivi (+1,79%) e 6.371 presenze (+13,22%) dall’Italia, dall’estero è profondo rosso con 1.447 arrivi (-15,43%) e 3.209 presenze (-22%). Per un totale di 4.682 arrivi (-4,23%) e 9.580 presenze (-1,65%).
APRILE
La boccata d’ossigeno torna ad aprile, con 4.423 arrivi (+18,77%) e 8.742 presenze (+26,29%) per gli italiani; 2.377 arrivi (+0,42%) e 6.823 presenze (+9,15%) per gli stranieri. Per un totale di 6.800 arrivi (+11,64%) e 15.565 presenze (+18,16%).
MAGGIO
Infine maggio, con il segno meno che viene soprattutto dagli stranieri: se infatti per gli italiani ci sono stati 3.801 arrivi (+17,31%) e 7.381 presenze (+18,02%), gli stranieri sono nettamente calati con 2.929 arrivi (-5,55%) e 8.243 presenze (-13,61%). Per un totale di 6.730 arrivi (+6,13%) e 15.624 presenze (-1,09%). —
David Meccoli
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