Gioco
«Chiarezza sulla morte di Joan» Pronto soccorso sotto accusa
Interrogazione del consigliere regionale Alberti (Lega) sulla donna americana morta il 27 luglio all’ospedale San Jacopo. «Perché attendere 7 ore per la visita?»
PISTOIA. Si parlerà anche in consiglio regionale del caso di Joann Zinkand, la donna americana di 74 anni morta il 27 luglio scorso al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo, dove era entrata sette ore prima. Sulla morte della donna, nota musicista e cantante, la procura della repubb lica di Pistoia ha aperto un’inchiesta.
E sulla questione ora il consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti ha presentato una interrogazione, che punta il dito – in particolare – sul funzionamento delle strutture di Pronto soccorso e sull’efficacia del controllo iniziale dei pazienti, il cosiddetto “triage”.
“Il caso di Joann Zinkand – si legge in una dichiarazione dello stesso consigliere regionale Alberti – è particolarmente delicato, infatti ho voluto aspettare che le indagini della magistratura avessero già preso una loro strada prima di intervenire con un’interrogazione”.
“Quello che vorrei capire – sottolinea l’esponente leghista – è come mai si sono aspettate sette ore per visitare la paziente, visto che con i nuovi codici del Triage, l’accesso dovrebbe essere ancora più veloce. Ho chiesto che sia verificato il corretto funzionamento del nuovo modello di Triage basato sulla scala di complessità, se ci sono stati test preventivi e una adeguata preparazione per il personale medico-infermieristico”.
Secondo la ricostruzione dell’Asl, la donna sarebbe giunta al pronto soccorso poco dopo le 22 di venerdì sera e le era stato attribuito un codice 3 (urgenza differibile) “perché presentava una sintomatologia acuta che la paziente riferiva di avere da due giorni”.
Successivamente alla donna sono state somministrate terapie, ma “le condizioni cliniche generali non apparivano critiche”. Nelle ore successive “la situazione clinica si evolve in uno stato di coma – dice l’Asl – il medico rianimatore è intervenuto tempestivamente in pronto soccorso, ha confermato la gravità del quadro clinico, accompagnando la paziente ad eseguire un’indagine diagnostica radiologica ma intorno alle ore 4, 35 la paziente subisce un arresto cardio respiratorio che, nonostante i 45 minuti di manovre respiratorie, la portavano al decesso”.
La Procura per ora ha iscritto nel registro degli indagati il medico e l’infermiera di turno quella notte, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
“Quando si fanno dei cambiamenti, e poi si commettono errori così tragici – conclude Alberti – bisogna anche avere l’umiltà di ammettere che non funzionano. Aspetteremo la risposta dell’assessorato, che dovrà anche chiarirci se e come intende andare avanti con questa riforma. La tragica fine di Joann Zinkand deve essere un monito per migliorare, nel frattempo spero che la magistratura faccia luce sulle responsabilità». –
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