Italia
Blitz fantasma contro lo striscione anti-Salvini
Don Biancalani: «Respinto il tentativo di toglierlo». Questura e Polizia municipale: «Solo un controllo, tutto in regola»
Pistoia. «Poco fa a Vicofaro c’è stato un tentativo (respinto) di questura e polizia municipale di togliere il nostro striscione contro il decreto sicurezza bis! Resistiamo». Il post sul profilo facebook di don Massimo Biancalani, il parroco anti-Salvini e simbolo dell’accoglienza, è apparso intorno alle due e mezzo di ieri pomeriggio. E ha scatenato naturalmente polemiche e contropolemiche sul web. Fatto sta che da parte di questura e polizia municipale viene negato nel modo più assoluto qualunque tentativo di rimuovere quello striscione: solo un controllo finalizzato al rispetto delle regole per la pubblica affissione e della sicurezza stradale.
«Sono rientrato a Vicofaro intorno alle 12, 30 – racconta comunque il sacerdote – e ho trovato alcuni agenti della Polizia municipale davanti allo striscione contro il decreto sicurezza bis che abbiamo attaccato sul muro della parrocchia dopo l’approvazione del provvedimento da parte del senato. Ho chiesto agli agenti quale fosse il problema e mi hanno risposto che erano stati inviati dalla questura per fare un controllo».
E durante quel colloquio don Biancalani avrebbe ribadito in «modo categorico» che quello striscione non l’avrebbe rimosso per nulla al mondo.
«Poi uno di loro – prosegue il racconto del parroco – si è allontanato per fare una telefonata alla questura e dopo se ne sono andati».
“No al decreto disumano. Disobbedienza civile”. È questa la frase che campeggia sullo striscione appeso all’esterno della parrocchia di Vicofaro. Una “presenza ingombrante”, che forse ha dato fastidio a qualcuno, facendo partire una segnalazione.
«Devo ammettere che sono rimasto molto sorpreso – commenta il parroco – Nei mesi scorsi, a livello nazionale, ci sono stati diversi episodi in cui striscioni sono stati rimossi dagli edifici. Ma non pensavo che questo avrebbe urtato così tanto la sensibilità di alcune persone. Lo abbiamo realizzato insieme ai membri dell’assemblea permanente antirazzista antifascista Vicofaro. È una libera espressione del nostro pensiero, e non permetteremo che venga rimosso».
«Peraltro – ricorda don Massimo – secondo quanto previsto all’articolo 5 del Concordato tra lo Stato e la Chiesa, nei luoghi di culto, così come nelle parrocchie, la forza pubblica non può entrare per l’esercizio delle sue funzioni, fatta eccezione per i casi di urgente necessità, senza prima averne dato comunicazione all’autorità ecclesiastica. E in questo caso, non c’erano né la prima né la seconda condizione».
Ma come detto, il controllo in questione non era finalizzato a limitare alcun diritto di opinione. Come ribadito da questura e Polizia municipale, si è trattato di una semplice verifica scattata dopo la segnalazione da parte di alcuni cittadini. Per questo, alle 13,22 i vigili urbani sono andati sul posto, hanno accertato che lo striscione si trovava su un muro della parrocchia stessa, che era assicurato in modo tale da non creare pericolo alla circolazione e hanno scattato una foto da allegare alla propria relazione: tutto in regola, niente da segnalare. —
V.V-M.D.
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