Il Tirreno

Pistoia

i problemi da affrontare 

Sanità, faccia a faccia tra sindaci e Regione

Carlo Bardini e Stefano Bartolini
Luca Marmo ( a sinistra) e Diego Petrucci (a destra), sindaci alla guida di una protesta per la sanità in montagna
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Luca Marmo ( a sinistra) e Diego Petrucci (a destra), sindaci alla guida di una protesta per la sanità in montagna

Il governatore Rossi: pronti a discutere i tempi della proposta Le associazioni invitano i sindaci a chiedere l’area disagiata

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SAN MARCELLO. «Siamo pronti a discutere i tempi di realizzazione della nostra proposta», dice al “Tirreno” il presidente della Regione Enrico Rossi. . «La prima cosa da fare è raddoppiare i medici, da sei a dodici unità, al punto di primo intervento. Chiaro però che noi non rinunciamo alla riapertura del pronto soccorso», gli manda a dire il sindaco di San Marcello Piteglio, nonché referente di Anci Toscana per le politiche montane, Luca Marmo. Le posizioni di partenza sono chiare. Regione e Montagna Pistoiese sono pronte a discutere. Forse è la volta buona. Magari l'incontro fiorentino di oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, non sarà quello decisivo, ma sicuro è che gran parte del futuro dell'ospedale di San Marcello Pistoiese si giocherà a quel tavolo.

La proposta regionale è stata accettata da tutti: sindaci, consigli comunali di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, Consulta della salute. Oggi a Firenze si deve mettere nero su bianco la tempistica degli interventi. Per la Montagna Pistoiese ci saranno i sindaci di San Marcello Piteglio, Luca Marmo, e di Abetone Cutigliano, Diego Petrucci. Per la Regione partecipano il presidente Enrico Rossi e l'assessora alla sanità Stefania Saccardi. I punti della proposta Rossi-Saccardi per l'ospedale di San Marcello sono noti. Apertura del punto di primo intervento. Raddoppio dei medici dell'area Emergenza Urgenza (da sei a dodici unità). Potenziamento della sala operatoria. Sostituzione della macchina per la Tac. Via libera della telemedicina per la lettura dei referti a distanza. Apertura del Day Hospital per le cure ai pazienti malati di tumore. Due posti letto per le cure palliative. Il tutto mentre la giunta si attiva per il riconoscimento dell'area disagiata alla Montagna.

Intanto il gruppo “Vogliamoilpronto soccorso” invita i sindaci che saranno ricevuti in Regione a pretendere che nel cronoprogramma della Asl venga inserita l'approvazione di “area disagiata” ai sensi del Dm 70/2015 secondo quanto approvato dalla Terza Commissione Sanità. Lo afferma un comunicato sottoscritto da molte associazioni della montagna pistoiese che operano nel settore sanitario. “La Consulta per la Salute, alla quale aderiamo-si legge nella nota stampa-, ha ricevuto il cronoprogramma della Asl Toscana Centro relativo al riassetto del Piot Pacini. Il documento che i sindaci andranno a discutere in Regione non ha visto approfondimenti rispetto al documento di aprile. In questi tre mesi e mezzo sono state inserite le date.

Nel frattempo, però, il 21 maggio scorso, la Terza Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una mozione che ha impegnato la Giunta ad “attivarsi per il riconoscimento di area particolarmente disagiata, per la Montagna pistoiese. Inoltre-prosegue-a individuare come punto intermedio per arrivare al modello di cui al punto precedente, anche per la Montagna pistoiese, gli indirizzi delineati nel Progetto pilota approvato dalla Conferenza unificata Stato- Regioni nel 2015.” Ma il gruppo “Vogliamoilprontosoccorso” si dice preoccupato perchè di tutto questo non si fa menzione nel documento che appare invece “definitivo” nel concedere un punto di primo intervento per area disagiata di tipo B come previsto dal “Progetto Pilota”.

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di Redazione web