Il dolore
Insulti e minacce alla compagna arrestato dalla Squadra volante
Per due volte la donna era stata messa in una struttura protetta ma era sempre tornata a casa per tentare di dare ai due figli una famiglia in cui crescere
pistoia. Già due volte era stata messa in una struttura protetta per mamme vittime di violenza. Ma lei, tutte e due le volte, era tornata a casa dal compagno insieme ai due figlioletti, per cercare di creare, proprio per loro, una famiglia in tutto e per tutto. Seguita anche da una educatrice dei servizi sociali. Tutto inutile. Nel pomeriggio di lunedì, il padre dei suoi bambini, è finito in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati. Ad arrestarlo in flagranza, i poliziotti della Squadra volante della questura, accorsi dopo che la donna, scappata via di casa in pigiama, impaurita nel corso dell’ennesima sfuriata del compagno, aveva chiesto aiuto al 113.
Una odissea costellata non tanto di violenze fisiche, quanto di continue umiliazioni, offese e minacce che la donna ha dovuto subire da circa tre anni dal compagno, di cui non scriviamo il nome per non rendere identificabili le vittime (lo sono anche i bambini, parti offese del cosiddetto reato di violenza assistita).
Lunedì pomeriggio le ire del trentenne pistoiese si sono scatenate per l’ennesimo futile motivo: la spazzatura da portare fuori casa. E aveva iniziato a vomitare sulla compagna la consueta valanga di offese e minacce. Tanto che lei, a un certo punto, aveva preso il proprio cellulare ed era scappata in strada. Per poi telefonare sia alla polizia che all’educatrice dei servizi sociali incaricata di seguire la famiglia, che di lì a poco avrebbe dovuto raggiungere la loro abitazione per un colloquio programmato.
È stata lei a trovare per strada la donna, mentre stava tornando verso casa, preoccupata per i bambini, lasciati soli con il padre. Quindi sono arrivati i poliziotti della Volante, che hanno raccolto la sua testimonianza, per poi riferire il tutto al pm di turno in procura. Che, alla luce anche di due procedimenti penali in corso a carico dell’uomo, sempre per maltrattamenti in famiglia, ha disposto l’arresto e il trasferimento in carcere, per tutelare l’incolumità della compagna. —
M.D.
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