Sicurezza
Inceneritore chiuso nel 2023? «È solo propaganda del Pd»
Alberto Fedi, esponente di centrodestra nel consiglio comunale ribatte all’annuncio fatto dai consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi
montale. «Sostenere che con l’approvazione della risoluzione del Pd il consiglio regionale avrebbe votato e deliberato la chiusura dell’inceneritore di Montale nel 2023 non corrisponde alla realtà».
Alberto Fedi, esponente del centrodestra nel consiglio comunale di Montale, replica ai consiglieri regionali Pd Marco Niccolai e Massimo Baldi, definendo «decisamente fuori luogo» e «propaganda elettorale in vista delle prossime elezioni regionali» le loro recenti dichiarazioni.
«Occorre ricordare – spiega Fedi – che la risoluzione è soltanto un atto di indirizzo susseguente ad una comunicazione della giunta al consiglio regionale, con la quale si chiede «di confermare in sede di prossima revisione del Piano dei rifiuti la previsione relativa alla chiusura dell’impianto di termovalorizzazione di Montale, indicando lo sbocco alternativo dei flussi che oggi vanno a quell’impianto».
La richiesta è in palese contrasto con quanto riportato proprio nella comunicazione della giunta al consiglio regionale su “La nuova politica sui rifiuti e sull’economia circolare in Toscana”, che individua le strategie sui rifiuti per la Toscana da oggi al 2030, che prevedono la realizzazione a Livorno di un impianto di gassificazione in grado di trattare circa 200.000 tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati, con la possibilità di arrivare a 400.000 tonnellate all’anno nel 2030.
«Secondo questa comunicazione – prosegue Fedi – nel 2030, con la raccolta differenziata all’80% e con 400.000 tonnellate all’anno di indifferenziato da mandare al gassificatore, avremo 150.000 tonnellate di rifiuti destinate all’incenerimento. Oggi, in Toscana, la raccolta differenziata è al 56% e nel 2023 si prevede che sia a circa il 65-66%, con una quantità di rifiuti da incenerire superiore alle 150.000 tonnellate previste per il 2030. Oggi in Toscana sono attivi 4 impianti, a Montale, Arezzo, Poggibonsi e Livorno, per una capacità totale di circa 227.000 tonnellate annue. L’Assemblea dell’Ato Toscana Costa ha deliberato quest’anno un aggiornamento del proprio Piano straordinario per la gestione dei rifiuti, che prevede la chiusura dell’impianto di incenerimento di Livorno nel 2021. Se si trasformerà in un’approvazione definitiva, a fine 2021 gli impianti attivi in Toscana rimarranno 3, per una capacità di trattamento di 160.000 tonnellate annue. Con la eventuale chiusura, nel 2023, dell’impianto di Montale rimarrebbero attivi solo i 2 impianti di Poggibonsi e Arezzo, con una potenzialità di 110.000 tonnellate, insufficienti sia per le quantità attese per il 2023, sia per le 150.000 tonnellate previste nel 2030. Di conseguenza, o chiude Montale o chiude Livorno. Probabilmente, invece, rimarranno aperti tutti e due». —
Tommaso Artioli
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