Il Tirreno

Pistoia

il dibattito in consiglio comunale 

Breschi: non era abbandonata È stato seguito l’iter normale

F.C.

Duro intervento della consigliera indipendente, medico ospedaliero «Purtroppo si può anche morire nonostante le cure» Ma attacca le proposte di Rossi

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PISTOIA. «Non è vero che quella signora è rimasta abbandonata per sette ore al pronto soccorso. Le stavano facendo degli accertamenti, era sotto flebo, nel suo caso era quello che si doveva fare. Purtroppo la realtà è che si può morire nonostante le cure, specie avendo una pancreatite acuta, poi un ictus e poi, mentre la portavano a fare la tac, due arresti cardiaci consecutivi. Dal primo l’hanno ripresa, dal secondo purtroppo no». Parole nette e appassionate, quelle di Carla Breschi, consigliera comunale del gruppo indipendente e medico ospedaliero, intervenuta ieri sul caso della donna morta nelle prime ore di sabato 27 luglio al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo.

Il tema era stato introdotto da una comunicazione del consigliere di Pistoia Concreta Iacopo Vespignani, che aveva sottolineato con preoccupazione le somiglianze del caso con quello della ragazza morta a febbraio, dopo essersi recata 4 volte in 10 giorni al pronto soccorso. Mazzeo (Lega) aveva sostenuto che la donna «è morta perché non è stata visitata in tempo, a quanto dicono i giornali» e che casi del genere avvengono nonostante le «cifre immense» che in Toscana si spendono per la sanità.

Carla Breschi ha espresso meraviglia per le dichiarazioni del consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti («Voglio sapere tutto. La Asl non può nascondersi dietro ai troppi accessi», aveva dichiarato), fatte «prima dell’autopsia e prima che il personale sia stato sentito». E, spiegando di aver parlato con i suoi colleghi del pronto soccorso, ha ribadito che quello seguito nel caso della anziana poi deceduta è stato «l’iter normale». «Non ci sono neolaureati in pronto soccorso, ma medici esperti – ha continuato Breschi – la proposta di mandarci neolaureati l’ha fatta Rossi, è una dichiarazione maldestra e risente del clima elettorale. Cari colleghi, riprendiamoci la sanità».

Dopo di lei, anche Nuti (Pistoia spirito libero), Alberti (Pd), Manchia (Forza Italia) e Maglione (M5S) sono intervenuti mettendo in luce le carenze strutturali del pronto soccorso di Pistoia, soprattutto la mancanza di personale sufficiente e l’esistenza di condizioni di lavoro estremamente pesanti.

Sulla stessa falsariga si è posto il sindaco Alessandro Tomasi. «Le inchieste faranno luce su cosa è successo, resta eccezionale il lavoro di medici e infermieri del pronto soccorso. Ciò non toglie che in quel reparto ci siano forti carenze di personale. L’assessore Celesti lo ribadisce ogni mese quando si confronta con l’Asl . Ma una soluzione non è a portata di mano, perché i medici mancano, essendo mancata sempre una pianificazione a livello nazionale. Sull’altro fronte, bisogna lavorare meglio sul territorio per ridurre gli accessi al pronto soccorso». —

F.C.

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