Il Tirreno

Pistoia

serravalle 

Cassero, Comune sotto accusa: «Fu avvertito della vendita»

Fabio Calamati
Una veduta aerea della discarica del Cassero, a Casalguidi (foto Gori)
◗
Una veduta aerea della discarica del Cassero, a Casalguidi (foto Gori)

Centrosinistra all’attacco: perché la gente non fu informata? Il vicesindaco replica: comunicazione al primo consiglio utile

3 MINUTI DI LETTURA





SERRAVALLE. La notizia della vendita della discarica del Cassero agli emiliani di Herambiente per 45 milioni è stata data dal “Tirreno” il 20 luglio. Ma al Comune di Serravalle sapevano della cessione dell’impianto già dal 17 luglio. Ad informare il sindaco Piero Lunardi e la sua giunta era stata la stessa Pistoiambiente, società proprietaria della discarica, con una lettera firmata dal presidente della società Alfio Fedi. . Nella lettera si rendevano noti i dettagli dell’operazione che “entro il 31 luglio” (in realtà lo stesso mercoledì 17) avrebbe portato il gigante emiliano dei servizi ambientali a controllare il Cassero. “Per quanto riguarda i rapporti della nuova società con il Comune di Serravalle – assicurava Pistoiambiente – sono integralmente confermate tutte le convenzioni in essere, a partire da quella del 3 gennaio 1996. Dette convenzioni saranno riportate nell’atto di cessione”.

Il contenuto della lettera era già stato anticipato il 19 luglio dal “Giornale di Pistoia”, che riportava anche le considerazioni del vicesindaco Federico Gorbi. Insomma, nessun segreto. Dal punto di vista istituzionale, però, la comunicazione è arrivata solo con il consiglio comunale del 26 luglio.

Al gruppo di opposizione “Centrosinistra per Serravalle” questo è parso un atteggiamento poco sollecito. “Perché il Comune, che sapeva delle trattative in corso – si legge in una nota del gruppo – non ha informato i cittadini ? Non hanno niente da dire il sindaco, l’assessore ed il presidente del Comitato di controllo, tutti esponenti della maggioranza? Possibile che si possano pagare 45 milioni per una discarica che il Comune si è impegnato di fronte agli elettori a far chiudere al più presto, (il Sindaco in campagna elettorale aveva detto che si sarebbe incatenato al cancello d’ingresso), una discarica già riempita per circa 3/4 e che comunque tra 9-10 anni dovrà essere chiusa ?”

La lettera chiede poi un controllo stretto sui rifiuti che vengono conferiti e “denuncia lo scarso impegno del Comune nell’attività di controllo, a cominciare dal fatto gravissimo che non ha ancora provveduto a istituire la Commissione speciale di controllo da noi proposta e decisa ormai da oltre un anno con votazione unanime del consiglio comunale”. Infine, si auspica che la rinaturalizzazione della discarica, che durerà per trent’anni dopo la chiusura dell’impianto, venga invece avviata mentre la discarica è ancora aperta.

Cosa replica l’amministrazione serravallina? Il compiuto di rispondere alle polemiche montanti se lo è preso il vicesindaco Federico Gorbi. “Come amministrazione – scrive in un comunicato stampa diffuso sabato 27 – abbiamo reso noto il contenuto della lettera alla prima occasione utile ovvero il consiglio comunale di venerdì 26 luglio. Non c’è stata nessuna mancata comunicazione né l’intenzione di nascondere niente dal momento che si tratta della cessione di un’azienda tra due società private nel pieno rispetto dei loro interessi. Come amministrazione possiamo solo controllare che all’interno della discarica tutto funzioni regolarmente e secondo i parametri di legge, ed è ciò che faremo, e assicurarci che le convenzioni stipulate con la precedente società siano mantenute in vita, ma non possiamo certo entrare nel merito della cessione o impedirla”.

Insomma, nessuna mancanza di comunicazione. “Non capisco, quindi – comnclude Gorbi – su che base si possano poggiare le accuse che ci sono state mosse quando la trasparenza è la caratteristica che accompagna questa amministrazione dal giorno in cui ci siamo insediati”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca