Cimiteri e cremazioni a Pistoia, Socrem e Co&So ricorrono al Tar: no all’appalto unico
La scelta del Comune è dettata da ragioni economiche ma ha già perso una volta al tribunale amministrativo
PISTOIA. Pare proprio destinato a continuare il corpo a corpo legale che Comune e Società della cremazione (Socrem) hanno ingaggiato dall’ormai lontano 2015. Come era facile immaginare, anche il secondo tentativo dell’amministrazione Tomasi di riunire in un’unica gara d’appalto la gestione dei 48 cimiteri comunali pistoiesi e del servizio di cremazione, finirà sul tavolo dei magistrati del Tar, come già era avvenuto per il precedente bando, nel luglio 2018.. Questa volta ad opporsi alle volontà razionalizzatrici di Palazzo di Giano non è solo la Socrem: un altro ricorso contro il bando-bis (che parte da un valore riconosciuto per il triennio 2020-2022 di 4 milioni) è stato infatti presentato dal consorzio Co&So di Empoli, che a Pistoia già si occupa della gestione dei cimiteri.
Nel mirino dei ricorsi c’è il provvedimento, varato a metà giugno, con cui il Comune propone una gestione unificata dei due servizi, che consentirebbe un risparmio di circa centomila euro l’anno. L’amministrazione ha dedicato un’ampia relazione a dettagliare le buone ragioni che militano per l’accorpamento. E questo perché il precedente bando, quello del luglio 2018, era stato affondato dal Tar proprio per la carenza di motivazioni. In sintesi: unificare attività separate come la gestione dei cimiteri e la cremazione nello stesso bando, sarebbe contrario ai principi che ispirano la normativa sugli appalti, in base alla quale è da preferirsi sempre il rispetto dei singoli “lotti funzionali”. L’eccezione – spiegò il Tar – può esserci, ma occorre che sia ben motivata e che le ragioni della convenienza per l’ente appaltante emergano chiaramente.
E siccome il primo bando, secondo i giudici amministrativi, tutta questa chiarezza non l’aveva, a febbraio la sentenza dette torto al Comune e ragione alla Socrem.
A Palazzo di Giano hanno deciso di non mollare il punto e quattro mesi più tardi hanno riproposto un bando con la stessa logica di accorpamenti, ma questa volta cercando di spiegare i vantaggi economici della scelta.
Tutto questo però non ha convinto più di tanto la Socrem, che è nuovamente tornata a bussare alla porta del tribunale amministrativo (questa volta insieme a Co&So, come detto): la società della cremazione obietta che – data la sua storia e la sua specializzazione – non ha personale né capacità per proseguire la propria attività attuale e contemporaneamente offrirsi di gestire i cimiteri pistoiesi.
La pratica è già stata assegnata e nelle prossime settimane il Tar farà sapere il suo punto di vista. Nel frattempo i cimiteri comunali continueranno ad essere gestiti in regime di proroga, una situazione certo non ottimale per fornire un buon servizio. Non è probabilmente un caso che molti siano i pistoiesi che si lamentano delle condizioni dei cimiteri pubblici.
Gli scontri al Tar con la Socrem non sono comunque appannaggio esclusivo dell’attuale maggioranza di centrodestra. Anche l’amministrazione Bertinelli si trovò costretta al braccio di ferro con l’antica società della cremazione. E come ieri Tomasi, anche Bertinelli fu sconfitto davanti ai giudici amministrativi.
All’epoca (settembre 2015) il pomo della discordia era la radicale revisione delle tariffe che l’amministrazione Bertinelli aveva lanciato per quanto riguarda il servizio di cremazione. Per renderlo più accessibile, infatti, la giunta di centrosinistra aveva ridotto drasticamente i costi (dal 604 a 272 euro) per i residenti. La Socrem parlò di tagli inaccettabili e di mancanza di coinvolgimento nell’operazione. E fece ricorso al Tar. I giudici amministrativi prima congelarono i tagli, poi (ottobre 2016) li annullarono del tutto. —
Fabio Calamati
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