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Il romanico pistoiese finisce sotto i piedi Il “Giardino di Cino” stupisce ancora

Valentina Vettori
Il romanico pistoiese finisce sotto i piedi Il “Giardino di Cino” stupisce ancora

Inaugurato “Romanico Automatico”, tra vicolo Bacchettoni e piazzetta Sant’Atto. Altre novità in arrivo a settembre

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Pistoia . Il contrasto della bicromia tra il marmo bianco di Carrara e il verde serpentino di Prato - tratto distintivo dello stile artistico conosciuto come “romanico pistoiese” - ridefinisce gli spazi del “Giardino di Cino”, tra vicolo dei Bacchettoni e piazzetta Sant'Atto, nel cuore della città.

L'opera, promossa dall'associazione culturale pistoiese Spichisi, si chiama "Romanico Automatico" e, proprio in questi giorni, ha preso vita grazie al progetto dello studio di architettura Ecòl di Prato. Per realizzare questa seconda residenza d'artista nel “Giardino” - la prima ha visto la creazione del grande murales “No hesitation” di Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, nel novembre 2018 - ci sono voluti cinque giorni. I lavori sono cominciati sabato scorso e l'opera è stata inaugurata ieri alle 19 e rimarrà sempre aperta e visitabile.

L'intervento “site specific” è ispirato al romanico pistoiese ed è stato pensato appositamente per la città, inserendolo all'interno dei confini del “Giardino di Cino” - anch'esso ideato da Spichisi -, come opera di riqualificazione della piazza. Si tratta di una rielaborazione grafica, attraverso la tecnica utilizzata per la realizzazione della segnaletica stradale orizzontale, che disegna sulla pavimentazione le stesse ghiere degli archi, le losanghe e gli intarsi geometrici in bianco e nero che impreziosiscono le facciate di chiese come San Bartolomeo, Sant'Andrea e San Giovanni Fuorcivitas nel centro della città. Come se un grande stencil, all'interno in un laboratorio artistico a cielo aperto, avesse disegnato elementi grafici sulla piazza. E l'effetto ottico è straordinario. Lo studio di architettura pratese ha partecipato alla “call” di Spichisi lanciata proprio per trovare giovani interessati a supportare il progetto.

«Si tratta di una tecnica reversibile – spiega l'architetto Cosimo Balestri – che, solitamente, viene utilizzata per le opere nelle periferie. Qui, invece, interveniamo nel centro della città. L'opera ridefinisce gli spazi e realizza nuovi percorsi, con l'obiettivo di riqualificare l'area e restituire alle persone un luogo da vivere e in cui incontrarsi e socializzare».

«Questa seconda residenza d'artista – spiega Claudio Galligani, presidente dell'associazione Spichisi – è stata pensata per far dialogare tra loro due opere molto diverse. Da una parte Millo e il suo murales, dall'altra lo studio e la progettazione degli architetti di Ecòl. Piani verticali che, all'interno di uno stesso spazio, dialogano con piani orizzontali».

La seconda fase di “Romanico automatico” prenderà invece vita tra settembre e ottobre, quando la piazza si arricchirà di speciali panchine realizzate con i vasi che già la popolano. —

Valentina Vettori

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