Sicurezza
A settembre le aste per il fallimento Giusti. Il passivo è salito a quasi 90 milioni
Pistoia, l’ultima relazione dei curatori fallimentari fa il punto della situazione. L’attivo a disposizione è di 27,9 milioni di euro
PISTOIA. Bisognerà attendere settembre per vedere le prime aste del patrimonio immobiliare della Giusti per l’edilizia srl, l’azienda edile fallita nerl giugno 2018, titolare fra l’altro della grande operazione di recupero dell’area ex Breda est. Lo dicono i due curatori fallimentari, Silvio De Lazzer e Manuela Olastri, nell’ultimo rapporto riepilogativo depositato (a giugno) sulla loro attività.. Dell’intervento sull’area ex Breda, destinato a dare vita a un intero nuovo quartiere a ridosso del centro storico e della stazione ferroviaria, la Giusti ha quasi completato il grande albergo destinato alla catena Hilton Garden Inn e il parcheggio sotterraneo da 800 posti, la metà dei quali doveva essere “girata” al Comune insieme ad una serie di altre opere: due piazze e la strada centrale del nuovo quartiere, strada su cui si affacceranno la nuova Questura Prefettura, lo stesso albergo, la biblioteca San Giorgio, il polo universitario Uniser e il polo espositivo della Cattedrale.
Al posto del nuovo quartiere al momento c’è un gigantesco cantiere edile, fermo dal marzo 2016, un vero sfregio urbanistico nel cuore della città. A Pistoia dunque l’attesa per le aste è grande, soprattutto per vedere se ci saranno offerte per l’area ex Breda. L’amministrazione Tomasi, per agevolare gli eventuali interessati, ha prorogato di tre anni la validità del piano particolareggiato. Resta ora da vedere se davvero qualcuno si farà avanti (si parla da tempo dell’interesse di alcuni fondi di investimento) per riprendere il lavoro su un intervento fondamentale per la città.
Ma nella loro relazione, i curatori fallimentari danno anche altre informazioni sul fallimento dell’azienda guidata fino al fallimento da Giancarlo Giusti. In particolare, l’attivo a disposizione del fallimento, in base alle stime fatte effettuare (e sinora non completate) ammonta a 27,8 milioni di euro, di cui 21 milioni sono rappresentati da beni immobili e 3,4 sono crediti verso terzi. A fronte di questo attivo, c’è una montagna crescente di creditori, che presi nel loro complesso formano il considdetto “stato passivo”. Per inserirsi tra i debitori era stato dato tempo fino al 20 novembre, e a quella data il totale dei crediti di fornitori, banche, dipendenti e altro era di 67,6 milioni di euro.
Sono state poi accolte una serie di “insinuazioni tardive” di cui la relazione d° conto, che hanno portato il totale del passivo a 87,8 milioni di euro. Tra di loro l’Agenzia delle entrate di Pistoia, alcuni professionisti, aziende locali e la Bcc Gestione crediti spa per Iccrea Banca impresa che vanta ben 6,7 milioni di crediti in prededuzione. Complessivamente i creditori in lista sono 165.
Di questi, ce n’è un gruppo particolarmente tutelato, i cosiddetti “creditori in prededuzione”: riguardano ad esempio le spese sostenute dai professionisti della gestione fallimentare. Qui il totale ammonta a 16,8 milioni di euro. Per il resto 54,9 milioni fanno riferimento a creditori privilegiati e gli altri 16 milioni sono creditori chirografari, cioè non assistiti da alcuna garanzia.
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