Spacciatori incastrati dalle telecamere spia
Vendevano droga anche nei parchi cittadini frequentati dai bambini: tre arresti all’alba della Guardia di Finanza
PISTOIA. Un’indagine andata avanti per oltre un anno. Attraverso pedinamenti, intercettazioni e, soprattutto, videocamere spia piazzate davanti alle abitazioni degli spacciatori e nei principali luoghi di smercio della cocaina e dell’hashish, tra cui le aree attrezzate con giochi per bambini dei giardini pubblici. Alla fine gli investigatori del Nucleo mobile della Compagnia di Pistoia della Guardia di Finanza sono riusciti a testimoniare un giro di droga per circa mezzo milione di euro e a raccogliere le prove che, ieri mattina, hanno permesso l’esecuzione di tre misure cautelari e portato ad un arresto in flagranza.
Con l’impiego di 25 militari delle Fiamme Gialle e anche di cani antidroga, addestrati anche alla ricerca di denaro nascosto, ieri sono state eseguite diverse perquisizioni domiciliari. A finire in carcere su ordine del gip del tribunale, un cittadino marocchino di 38 anni, Younes Lehbil, residente in via Gentile, mentre un cittadino italiano di 43 anni, Simone Tormentoni, è stato messo agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via La Pira. A un altro italiano, 35 anni, è stata invece applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora con il divieto di uscire di casa dalle 19 alle 8.
Inoltre, durante l’esecuzione delle perquisizioni, è stato arrestato in flagranza di reato un 44enne italiano, Massimiliano Magnolfi, che già si trovava sottoposto al regime della detenzione domiciliare in via Forra al Pitta: nel suo appartamento i cani antidroga hanno scovato circa 50 grammi di cocaina e 2, 5 grammi di hashish.
L’Operazione Dune Bianche, aveva preso il via da alcuni dei controlli periodici che la Guardia di finanza effettua alla stazione ferroviaria di Pistoia proprio per reprimere il fenomeno dello spaccio: era stato deciso di mettere sotto sorveglianza alcune persone trovate in possesso di cocaina grazie ai cani delle unità cinofile. E da lì gli investigatori erano riuscito a portare alla luce l’attività di un gruppo criminale composto da italiani e stranieri dedito allo smercio di droga – soprattutto di cocaina – nei quartieri delle Fornaci e di Porta san Marco.
Le indagini, come detto, sono durate circa un anno e sono state coordinate dal sostituto procuratore Claudio Curreli. Facendo luce su uno dei fenomeni più allarmanti di questi anni, ovvero lo spaccio di cocaina nelle zone di maggior densità abitativa e ritrovo anche di minorenni. In particolare sono state monitorate – grazie alle telecamere spia – numerose cessioni, avvenute anche in prossimità di parchi frequentati dai bambini, che, quantificate con l’attuale prezzo praticato sul mercato, pari a 70 euro al grammo, hanno evidenziato un volume d’affari pari a circa mezzo milione di euro.
«L’operazione – spiega il comando provinciale delle Fiamme Gialle – si inquadra nella “mission” istituzionale che vede la Guardia di Finanza in prima linea nel contrasto ai traffici illeciti, ed in particolare allo spaccio di sostanze stupefacenti, a tutela della salute pubblica». —
Massimo Donati
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