Il Tirreno

Pistoia

al parco di monteoliveto 

Diciottenne aggredito con pugni e minacce «Perché guardavi?»

Francesco Albonetti

Responsabile della lite sarebbe un gruppo di albanesi Il giovane è finito al pronto soccorso. Indaga la polizia

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PISTOIA. «Perché ci state guardando?» Con questa domanda che sa di attaccabrighe in cerca di rogne, un gruppo di ragazzi di origine albanese, una decina secondo le testimonianze, si è rivolta ad un gruppetto più ristretto di coetanei pistoiesi. Che la domanda fosse solo una scusa per movimentare la serata nel peggior modo possibile, lo si è capito dal modo in cui la serata è degenerata: un’aggressione nei confronti di un diciottenne italiano, preso a pugni e colpito anche alle spalle con un oggetto, probabilmente un bastone, tanto che ha avuto bisogno di ricorrere alle cure dell’ospedale, dove ha trascorso diverse ore in osservazione per essere sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari necessari a scongiurare il peggio. Per fortuna la Tac ha escluso danni seri alla testa, il naso, pur dolente, non è stato rotto e i maggiori problemi sono stati per un’emorragia all’occhio. Il giovane è stato dimesso lunedì con una prognosi di cinque giorni. Dopo le botte rimediate, il diciottenne sarebbe poi stato minacciato pesantemente: “se ti rivedo ti taglio la gola”.

L’episodio è avvenuto domenica sera al parco di Monteoliveto, dove ogni sera, soprattutto da quando il giardino è stato ristrutturato ed è tornato a nuova vita, si ritrovano decine di ragazzi per socializzare e prendere fresco. La polizia è stata subito avvisata della lite e sul posto sono intervenute alcune volanti della polizia. I familiari del giovane hanno sporto denuncia e il diciottenne è stato sentito in questura, dove verranno raccolte le testimonianze anche degli amici che erano con lui. A detta del gruppo di ragazzi pistoiesi, tre albanesi del gruppo che ha provocato la lite sarebbero già stati individuati sui social. Un particolare già riferito alla questura, anche se al momento non ci sono indagati.

Sull’episodio intervengono i genitori del diciottenne preso a botte, molto spaventati ma anche indignati da quanto è accaduto al loro figlio. «Abbiamo trascorso gli ultimi 18 anni della nostra vita ad insegnare al figlio l’educazione, il rispetto, ad accettare il “diverso da te” sia in termini di identità sessuale, di religione, di razza e di colore della pelle – dicono la mamma e il babbo del giovane – Oggi però ci stiamo chiedendo se, forse, abbiamo sbagliato. Non possiamo e non vogliamo accettare come normale che alle 21,30 a Pistoia una banda di 10 ragazzi senza motivo, o meglio per il puro divertimento di dare fastidio a normali e tranquilli coetanei e movimentare così la serata, a Monteoliveto nei pressi di un bar nuovo e bello che non merita di dover chiudere perché meta di gente come loro, possa aggredire, picchiare nostro figlio con 4 cazzotti sul viso, minacciarlo di tagliargli la gola se lo rivedono, scappare e rimanere impuniti».

I genitori rivelano che il loro figlio è alto un metro e novanta, è allenato e muscoloso: «È cosciente di poter far del male se vuole, ma lo abbiamo educato dicendogli che gli animali lottano, ma le persone usano il cervello e parlano. Infatti non ha mosso un dito e non ha reagito.E oggi noi ci chiediamo: allora l’educazione che gli abbiamo dato, in questo mondo che è una jungla dove vince l’animale più feroce, è forse sbagliata?»

«Vogliamo, dobbiamo credere nella giustizia – dicono ancora i genitori – vogliamo una vita serena nella nostra città e permettere ai nostri figli di uscire con gli amici la sera d’estate senza mettere a rischio la propria incolumità. Secondo quanto testimoniato dagli amici, mentre il ragazzo era al pronto soccorso a farsi medicare, la banda ha continuato a bulleggiare nel solito posto marcando il proprio territorio. Tutto ciò non è tollerabile!» —

Francesco Albonetti



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