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Accoltellò il collega sul lavoro patteggia 3 anni di reclusione
Il reato contestato dal pm al trentenne operaio Rocco Mirisola è stato derubricato dall’iniziale tentato omicidio a lesioni gravi
pistoia. Non più tentato omicidio ma lesioni gravi. È con tale riqualificazione del reato contestato che ieri mattina il gup del tribunale ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata da Rocco Mirisola, il 30enne operaio di Casalguidi che la mattina del 19 novembre scorso aveva “accoltellato” con un pezzo di lamiera un collega, durante una lite all’interno dello stabilimento Hitachi di via Ciliegiole, dandosi poi alla fuga. Tre anni di reclusione la pena finale concordata dal pm Giuseppe Grieco e dagli avvocati difensori Giuseppe Roscitano, del foro di Pistoia,e Maria di Rocco, del foro di Prato.
Accolta in parte dal giudice dell’udienza preliminare Luca Gaspari anche la richiesta di revoca della misura cautelare ancora in atto nei confronti dell’imputato: via l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, resta solo quello di dimora.
Mirisola, così come la vittima, lavorava (è stato licenziato dopo l’arresto) per un’azienda dell’indotto della Hitachi Rail. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, c’era stato proprio il suo senso del dovere come caporeparto all’origine dei dissapori culminati con il fendente inferto al collega – il 40enne pistoiese Fiorenzo Boccardi (rappresentato in giudizio dall’avvocato Daniele Nicolìn) – all’interno di una carrozza ferroviaria in allestimento nel reparto di carpenteria dello stabilimento di via Ciliegiole. Già la settimana precedente i due avevano litigato pesantemente sul posto di lavoro. E passato il week end, il lunedì mattina, la situazione era degenerata. Mentre Mirisola si dava alla fuga in auto, il ferito, soccorso dai compagni di lavoro, era stato ricoverato in codice giallo all’ospedale e operato d’urgenza per suturare un’arteria. Ma non era mai stato in pericolo di vita. Due giorni dopo, il ricercato, si era costituito presentandosi con l’avvocato al comando provinciale dei carabinieri. Finendo in carcere con l’accusa di tentato omicidio. —
M.D.
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