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Untouchables, giovedì la sentenza finale Parla la Cassazione

Fabio Calamati
Untouchables, giovedì la sentenza finale Parla la Cassazione

Quattordici gli imputati condannati anche in appello per la corruzione e la turbativa d’asta negli appalti a Pistoia

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PISTOIA. Bisognerà attendere ancora fino a giovedì sera per conoscere il parere della Corte di cassazione sul processo Untouchables per gli appalti truccati a Pistoia e provincia. Dopo che, venerdì 12, si è svolta l’udienza con gli interventi degli avvocati di tutti e 14 gli imputati, i giudici della Suprema corte si sono ritirati in camera di consiglio, ma attorno alla mezzanotte le parti sono state avvertite che per la sentenza ci sarebbe stato ancora da attendere. L’appuntamento, come detto, è fissato per giovedì, a quel punto, probabilmente, per la mera lettura del dispositivo della sentenza.

Si tratterà comunque di un passaggio fondamentale di una tra le vicende giudiziarie più importanti avvenute a Pistoia negli ultimi anni. La raffica di arresti (23 in tutto) che scattò nel giugno 2012, comprendendo dirigenti pubblici anche di alto livello e buona parte del “Gotha” dell’industria delle costruzioni in provincia, fece subito capire quanto fosse vasta la vicenda che l’inchiesta guidata dal pm Francesco Sottosanti stava cercando di far venire alla luce. L’accusa era quella di aver costituito una vera e propria associazione per “aggiustare” sistematicamente l’esito di gare d’appalto del Comune di Pistoia (in larga parte), della Provincia e di altri enti pubblici minori, allo scopo di far vincere le aziende del “giro”, compensando i tecnici conniventi con mazzette, viaggi e altri favori. Quindi associazione a delinquere, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti erano i principali capi di imputazione.

Il pm, tre mesi dopo gli arresti, decise per il giudizio immediato di 15 imputati. Il processo iniziò a ottobre, facendosi strada in una foresta di eccezioni . Il 20 gennaio 2017 arriva la sentenza di primo grado: sparisce l’ipotesi di reato di associazione a delinquere, la più grave, ma i 16 imputati (nel frattempo s’è aggiunto l’ex comandante della polizia municipale Giuseppe Napolitano) vennero tutti condannati. La pena più pesante è per l’ex ingegnere capo del Comune di Pistoia, Marcello Evangelisti: 6 anni e 9 mesi.

Il 20 aprile 2018 è la volta della Corte di appello: che assolve Napolitano e un altro degli imputati, Christian Diddi, ma conferma tutte le condanna per corruzione e turbativa d’asta. In nove ottengono degli sconti di pena, Evangelisti invece se la vede aumentare a 7 anni e 7 mesi. —

Fabio Calamati

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