Sicurezza
Raggi di speranza in stazione ha finalmente una sede
L’inaugurazione alla presenza del vescovo, del presidente della Fondazione Caripit e di Maria Scarpellino responsabile dell’associazione
PISTOIA. Finalmente i sessanta volontari dell’associazione “Raggi di speranza in stazione” e i loro ospiti – senzatetto, sbandati, persone in difficoltà – hanno un posto dignitoso dove consumare i pasti, riposarsi e parlare un po’. Ieri pomeriggio, con una semplice ma affollata cerimonia, è stata infatti inaugurata la sede dell’associazione, in via Vittorio Veneto, al piano terra di uno stabile proprio di fianco alla stazione ferroviaria. È lì, a due passi dai binari, che l’avventura di “Raggi di speranza” è iniziata, nel 2011, quando Maria Scarpellino e una sua amica portarono i primi pasti ad alcuni senzatetto che dormivano in stazione. L’anno dopo nacque formalmente la associazione e da allora la presenza dei “Raggi di speranza” è stata fondamentale per il variegato mondo di persone marginali che – per scelta o per necessità – si trovano a vivere per strada.
Grazie all’aiuto della Fondazione Caripit e della Giorgio Tesi Group, i volontari si sono con il tempo dotati di furgoni per trasportare il cibo. «Ma l’esposizione agli sguardi dei presenti – ricorda Scarpellino – creava disagio tra le persone che assistiamo e tra gli stessi volontari, oltre ad esserci dei problemi legati alle condizioni atmosferiche. Ora questo problema l’abbiamo finalmente superato».
Prima del fatidico taglio del nastro, hanno parlato anche il vescovo Fausto Tardelli e il presidente della Fondazione Caripit Luca Iozzelli. Tardelli si è detto da una pate contento della nascita di una struttura a servizio degli ultimi, e ha ringraziato l’associazione e la Fondazione Caripit, che ha acquisito in affitto l’immobile girandolo poi in usufrutto gratuito all’associazione. Dall’altro lato, però, ha osservato il vescovo, vorremmo che strutture del genere non esistessero perché non dovvrebbero esservi persone scartate dalla società.
Iozzelli ha infine espresso soddisfazione per essere riuscito a coronare un obiettivo che era diventato anche suo. «Probabilmente – ha sottolineato – si tratta della cosa più bella che ho fatto da presidente della Fondazione». —
F.C.
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