Il Tirreno

Pistoia

scuole superiori

Emergenza sicurezza all'istituto Fedi–Fermi

Valentina Vettori
L’assemblea di ieri nella sede dell’Iti in via Panconi. A destra il preside Paolo Bernardi
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L’assemblea di ieri nella sede dell’Iti in via Panconi. A destra il preside Paolo Bernardi

Mezza scuola è inagibile, il preside parla di doppi turni e possibile utilizzo di container all’assemblea con genitori e studenti

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PISTOIA. Doppi turni di lezione con rientri pomeridiani, utilizzo di container al posto delle aule, trasferimento in immobili privati temporaneamente adibiti a scuola. In ogni caso, l'utilizzo dei tanti laboratori della scuola sarebbe ridotto, se non del tutto eliminato. Sono queste le opzioni sulla scrivania del preside dell'istituto tecnico tecnologico "Fedi-Fermi" di via Panconi e viale Adua, già parzialmente chiuso in via cautelare dalla Provincia di Pistoia che ne ha la competenza - dal periodo degli esami di maturità - dopo la presentazione delle prime analisi svolte sulle strutture scolastiche per il rischio sismico e le criticità strutturali.

Un quadro che il dirigente Paolo Bernardi, insieme alla presidente del Consiglio di istituto Patrizia Rosati e il presidente della Consulta provinciale degli studenti Dario Baldassarri, ha tratteggiato ieri pomeriggio di fronte a decine di genitori e studenti convocati per un'assemblea straordinaria per presentare la situazione della scuola, quantomai difficile. Un incontro convocato in attesa della consegna dei risultati sulle indagini più approfondite svolte sulla sicurezza strutturale nelle scuole, richieste proprio dalla Provincia in virtù dei dati preoccupanti delle precedenti rese note i primi di giugno.

Esiti in base a cui l'ente di piazza San Leone, insieme a Genio civile, Regione, Provveditorato e Consiglio di istituto sarà chiamato a decidere su come procedere e che tipologie di interventi svolgere. Ma quello che preoccupa di più ora sono i tempi stretti, strettissimi, prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. Poco meno di due mesi in cui sarà necessario trovare una soluzione. Ma nell'attesa dei nuovi risultati di staticità strutturale (che saranno presentati venerdì 19 durante un incontro in Prefettura), il mormorio preoccupato dei genitori al termine dell'assemblea non lascia spazio all'interpretazione. “No ai doppi turni”.

Tesi sposata da molte mamme e babbi presenti e da Baldassari, che sottolinea come «gli studenti il pomeriggio abbiano il diritto di fare altre attività». Il preside Bernardi, però, fino ai risultati ufficiali non si sbilancia, pur senza nascondere la sua preoccupazione legata alla paura di non poter utilizzare i laboratori che «sono una parte centrale dell'offera formativa». Ma allo stesso tempo rimane positivo, con la speranza che gli interventi necessari risultino meno impegnativi di quanto si possa pensare.

Intanto, la presidente del Consiglio di istituto Rosati chiama tutti i genitori a raccolta per l'istitutizione di un Comitato multidisciplinare dei genitori che possa far pesare la sua voce nel momento in cui dovranno essere decisi i diversi tipi di intervento e quale sarà il futuro dei ragazzi. Sulla stessa barca, decisamente malconcia, anche le sedi scolastiche del liceo Forteguerri, il plesso dell'istituto professionale Pacinotti, l'istituto Einaudi e il liceo artistico Petrocchi, per i quali, sempre venerdì, saranno rese note le effettive situazioni di criticità statica.

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