Gioco
La Prefettura ci riprova con i bandi 400 posti per l’accoglienza nei centri
Dopo che ai precedenti annunci la grande maggioranza delle associazioni e cooperative non aveva risposto
Pistoia. Dopo il primo bando, andato quasi deserto, la Prefettura di Pistoia ci riprova. Sono appena state pubblicate le due nuove gare per l’individuazione di 400 posti, nell'intera provincia di Pistoia, con l'obiettivo di garantire l’accoglienza dei richiedenti asilo già presenti sul territorio e ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas), e le persone che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.
Si tratta di due bandi molto simili ai precedenti dello scorso marzo, che però in totale hanno assegnato soltanto 150 posti, registrando la quasi totale assenza di partecipazione da parte di cooperative e associazioni locali. Esito che potrebbe ripetersi anche in questo caso, poiché i soggetti che si sono occupati di accoglienza finora hanno ribadito la loro contrarietà a partecipare se i contenuti dei capitolati fossero stati gli stessi dei precedenti. Come effettivamente è accaduto.
Ecco allora che a partecipare al bando potrebbero essere in maggioranza realtà provenienti da fuori provincia. Nello specifico, i nuovi bandi prevedono due diverse tipologie di accoglienza. Da una parte, la gestione di centri collettivi – fino a un massimo di 50 posti totali per singola struttura - per un totale di 200 posti. Il secondo prevede invece la gestione di centri di accoglienza costituiti da singole unità abitative, anche in questo caso per un totale di 200 posti.
Entrambi i bandi prevedono una durata di assegnazione del contratto di gestione delle strutture dei Centri di accoglienza per dodici mesi, eventualmente rinnovabili di altri dodici.
Il budget pro capite, assegnato a cooperative e associazioni, per la gestione di ogni singolo richiedente asilo si aggira tra i 25,25 e i 26,35 euro nel caso delle strutture fino a un massimo di 50 posti totali, mentre il budget procapite nelle singole unità abitative è di 21,35 euro al giorno. Cifre decisamente inferiori rispetto ai circa 35 euro con cui, finora, le varie realtà del territorio hanno portato avanti le attività di accoglienza, oggi in regime di proroga fino al 31 ottobre.
Ma a far storcere il naso a chi nell'accoglienza ci lavora da anni – come raccontato al Tirreno da alcuni operatori del settore nelle scorse settimane – non è tanto il fattore economico, quanto le novità introdotte, a cascata anche sui nuovi bandi, dal decreto sicurezza del ministro dell'interno Matteo Salvini, e in particolare le questioni relative al taglio dei corsi di italiano, l'obbligo di rilasciare al richiedente asilo un tesserino (badge) che serve a registrarne entrate e uscite dal Cas, ma anche il servizio di consegna dei pasti in monoporzioni, a discapito della scelta di molte cooperative di far fare la spesa e far cucinare le persone, aumentandone anche la possibilità di integrazione e autonomia.
L'importo totale del bando per la gestione delle singole unità abitative, prorogabile fino al 31 ottobre 2021, è di oltre 5,3 milioni di euro, mentre quello del bando per i centri fino a 50 posti è di 6,5 milioni di euro. La scadenza di entrambi i bandi è fissata al 24 agosto. —
Valentina Vettori
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