Gioco
Provincia di Pistoia: bilancio all’osso, vanno allo Stato 15 milioni su 22
Il presidente Luca Marmo ha anticipato ai sindaci il quadro finanziario dell’ente. Approvato un documento dell’Upi che chiede una revisione della riforma
PISTOIA. È l’ennesimo bilancio lacrime e sangue quello che la Provincia di Pistoia sta per approvare. E anche se porta la firma del nuovo presidente, Luca Marmo, i problemi sono sostanzialmente gli stessi dell’anno precedente. A riassumerli, davanti all’assemblea dei sindaci, è stato lo stesso Marmo. Il nodo è sempre lo stesso: a fronte di 22 milioni di euro e rotti di entrate previste nel 2019 (di cui 13,5 dall’imposta sulle assicurazioni e 9 dall’imposta provinciale di trascrizione), il prelievo statale arriva a 15,4 milioni di euro, lasciando “liberi” per tutte le attività dell’ente locale solo 7 milioni. Di questi, 1,5 se ne vanno per il personale. Per le scuole restano 600.000 euro circa, 750.000 per la viabilità.
E attenzione: i conti si reggono sull’ipotesi (tutt’altro che scontata) che la Provincia riesca a vendere edifici e altri beni per quasi due milioni di euro.
Un bilancio che racconta da solo – se ce ne fosse bisogno – le difficoltà in cui sono incappate le Provincia (tra cui ovviamente Pistoia) dopo la riforma, che le ha lasciate quasi senza risorse ma con importanti competenze da svolgere. Di qui la scelta di proporre, dopo l’illustrazione dei numeri dei conti 2019, la sottoscrizione da parte dei sindaci pistoiesi, del documento proposto dall’Unione Provincie (Upi) a livello nazionale sulla revisione della riforma.
Un documento in cui si chiede al governo di tornare a considerare le Province come istituzioni con un ruolo e attribuzioni peculiari. Di ridare loro autorevolezza sotto il profilo istituzionale, funzionale e finanziario, dopo l’esperienza di progressivo impoverimento e svilimento di questi anni. In sostanza, di restituire alle Province la capacità di rispondere ai territori e ai cittadini.
Il presidente Marmo, nella illustrazione del documento, ha fatto riferimento alla riforma delle Province come a una riforma con tanti punti di debolezza, che ha bloccato le amministrazioni provinciali nel «pantano del nulla» e che oggi «ci consegna un Ente fragile a fronte di un patrimonio di edilizia scolastica e di una rete viaria altrettanto fragili» .
Dopo aver dichiarato la sua perplessità in merito all’attuale discussione politica, che prevede un esborso di 300 milioni di euro per il ripristino delle indennità degli amministratori delle Province e aver detto che quei soldi sarebbero meglio «“metterli a frutto per le strade e le scuole provinciali», Marmo ha rivolto ai sindaci , al netto delle sensibilità politiche, l’ appello alla firma del documento, così da portare a compimento una riforma definitiva e seria, in un lasso temporale contenuto.
I sindaci e i delegati presenti all’incontro, a varie voci, hanno sottolineato l’importanza che la Provincia torni ad essere pienamente efficiente, con un’organizzazione adeguata e con risorse finanziarie sufficienti e, in generale, hanno detto di auspicare che la prossima legge di bilancio torni ad assicurare risorse. Il documento sottoscritto dai sindaci dei Comuni pistoiesi sarà trasmesso dalla Provincia di Pistoia all’Upi, che, a sua volta, lo consegnerà alle cariche più alte dello Stato, Governo, Parlamento. Il documento sarà depositato anche al Tavolo tecnico politico per la riforma delle Province. —
Fabio Calamati
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