«Porterò in consiglio comunale i disagi al distretto dell’Asl»
Franco Vannucci, consigliere di centrodestra: come fa l’Azienda sanitaria a dire che è tutto in regola quando c’erano 50 persone in attesa?
MONTALE. «Non finisce qui». Ad annunciare azioni in consiglio comunale nei prossimi mesi sulla situazione del distretto Asl di via IV Novembre è il capogruppo del centrodestra di Montale, Franco Vannucci. Il consigliere comunale di opposizione replica alla nota con cui l’Azienda sanitaria ha fatto sapere che – diversamente da quanto denunciato dallo stesso Vannucci – nel presidio di Montale ci sono «ambienti adeguati ed idonei all’afflusso dell’utenza in carico ai medici di famiglia».
«Non so come faccia l’Asl – sottolinea Vannucci – a dire che non ci sono problemi. Quello che ho constatato lunedì scorso in qualità di utente è che nel corridoio al primo piano c’erano circa 50 persone in attesa e l’aria condizionata non funzionava come avrebbe dovuto. Manca un sistema di chiamata per chi aspetta il proprio turno ed i medici di famiglia devono organizzarsi autonomamente. Lunedì, per il sovraffollamento, alcuni pazienti erano costretti a rimanere sulle scale condominiali perché nel corridoio non c’era spazio. Nel presidio ci sono, inoltre, sedie e poltrone vecchie e sporche non adeguate al luogo».
Nella nota diffusa in settimana l’Asl ha ricordato di aver svolto delle verifiche anche su richiesta del sindaco di Montale, Ferdinando Betti. A questo scopo l’Azienda sanitaria ha interpellato sulla questione il dottor Ettore Saffi Giustini, medico di famiglia e coordinatore dell’Aggregazione funzionale territoriale di Montale-Agliana, che «ha riferito di non aver rilevato disagi per gli assistiti».
«Sarebbe necessario – afferma Vannucci – che sentissero anche altri medici che operano nella struttura per capire se quello che dico è falso. A settembre torneremo su questa vicenda. Ho intenzione di parlarne con i membri del mio gruppo: valuteremo la possibilità di presentare una mozione in consiglio comunale e scrivere una lettera ai vertici dell’Asl. Da quello che ho riscontrato di persona, il distretto non ha una struttura adeguata a fare fronte all’affluenza di persone, soprattutto in alcuni giorni della settimana». –
T. A.
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