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Pistoia

controlli antisismici 

Cinque le scuole superiori a rischio e ora si pensa anche ai container

Fabio Calamati
Cinque le scuole superiori a rischio e ora si pensa anche ai container

Pure Pacinotti e Fedi nel mirino. La Provincia: «L’emergenza coinvolgerà dai 500 ai 1.000 studenti»

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Pistoia. Si allunga l’elenco delle scuole superiori che potrebbero scoprire, nei prossimi giorni, di avere problemi di tenuta sismica e persino statica, al punto da non poter riaprire completamente il prossimo settembre. Al liceo classico Forteguerri, al professionale Einaudi e all’ex sede dell’Itg Fermi di viale Adua, si aggiungono infatti l’istituto professionale Pacinotti e l’istituto tecnico industriale Fedi.

Sono cinque delle otto scuole superiori sulle quali la Provincia sta facendo eseguire dall’ottobre dell’anno scorso le verifiche sulla sicurezza. I risultati definitivi saranno pronti solo lunedì e fino a quel momento il presidente della Provincia Luca Marmo preferisce usare i condizionali. «Perché approfondendo le indagini è già capitato che i primi risultati venissero completamente capovolti».

Marmo aveva anticipato al “Tirreno”, tre giorni fa, l’esistenza di almeno tre scuole a rischio. Ieri, parlando all’assemblea dei sindaci convocata in piazza San Leone, ha allargato il perimetro degli istituti che danno maggiori preoccupazioni. E ha precisato che, al momento, è prevedibile in 500-1.000 studenti il numero di coloro che a settembre potrebbero non avere a disposizione una scuola dove studiare. Già così sarebbe un’emergenza pesantissima, mai sperimentata a Pistoia: ma secondo il presidente della Provincia la previsione di cui sopra è da considerare abbastanza ottimistica. Insomma, potrebbe andare peggio.

Molto dipenderà dall’esito dell’ incontro in programma ieri sera tra i vertici tecnici e politici della Provincia e un gruppo di tecnici specializzati, provenienti dalle Università di Pisa e Firenze, messi a disposizione dal Genio civile regionale. Incontro durante il quale saranno esaminati i rapporti sulla sicurezza delle diverse scuole e si proverà a definire una possibile strategia per affrontare l’emergenza.

Parlando ai sindaci, Marmo ne ha anticipato alcuni capisaldi: sfruttare le strutture esistenti fino ai limi ti di legge, sperare in un esito positivo del bando per la ricerca di edifici adeguati (anche privati) che la Provincia ha pubblicato sabato; infine, usare «unità modulari», eufemismo che indica i container, per alloggiare classi rimaste senza sede. «E siccome questa situazione di difficoltà non finirà quest’anno – ha osservato Marmo – potrebbe essere una buona idea compare qualcuna di queste unità e non solo noleggiarle. Quando sarà possibile programmare gli interventi in queste scuole, infatti, potremmo aver bisogno di spazi per alloggiare gli studenti.

Lunedì, come detto, la consegna ufficiale dei referti tecnici. Marmo si è già impegnato a convocare per venerdì, in prefettura, le scuole e le autorità coinvolte. —

Fabio Calamati



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