Sicurezza
Sul futuro della «Cino» botta e risposta tra insegnanti e assessore
PISTOIA. Botta e risposta tra 57 insegnanti della scuola media Cino da Pistoia e l’assessore comunale alla pubblica istruzione Alessandra Frosini. Il tema è la perdurante situazione di difficoltà della scuola, che dal 2014 , per la chiusura di una parte dell’edificio per motivi di sicurezza, è costretta ad articolarsi su due sedi.
Gli insegnanti spiegano che con la nuova amministrazione e con la nascita del nuovo istituto comprensivo Cino–Galilei (il più grande istituto della provincia in termini di studenti iscritti) il problema di trovare una sede unica per le classi di scuola media subisse una accelerazione. «Purtroppo stiamo ancora aspettando e l’attività scolastica continua a svolgersi in due sedi». La lettera ricorda che il sindaco Tomasi e l’assessore Frosini, durante un incontro, avevano ipotizzato una “soluzione B”, cioé la realizzazione di un edificio prefabbricato in grado di accogliere, dal 2020, tutte le 8 classi della Cino. Una ipotesi che però – dicono gli insegnanti – che sembra definitivamente tramontata, mentre da parte loro «calma e pazienza sono venute meno» per cui c’è la richiesta «che al nostro istituto vengano restituiti, in tempi brevi, spazi adeguati».
Pronta la risposta dell’assessore Frosini. «Appare quanto mai incredibile leggere l’intervento diffuso da alcuni docenti della scuola media che fanno parte di quell’istituto su cui il Comune di Pistoia sta lavorando incessantemente da due anni per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione della nuova scuola». Frosini precisa che proprio grazie a quel lavoro il progetto della “nuova Cino” è salito al 10º posto della graduatoria regionale per l’edilizia scolastica, tra i progetti – quindi – finanziabili, se i 96 milioni già stanziati verranno confermati.
La nota del Comune ricorda che il “piano B”, comunque del costo di 2 milioni, era stato approntato solo nel caso in cui non ci fosse stato l’inserimento del progetto della Cino tra quelli finanziabili. «Di fronte alla concreta possibilità di accedere ai mutui Bei – conclude la nota – ci sembra naturale e scontato seguire questa prima strada». —
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