Sicurezza
La macedonia di Leto e il brunch di Gallagher
Da sette anni le star del Blues vengono coccolate dal cuoco pistoiese Alessandro Borrelli, della coop Don Chisciotte
Pistoia - Gli statunitensi Thirty seconds to Mars, finora, sono stati tra i più difficili da accontentare. Ma alla fine pare che anche il front man Jared Leto, insieme al resto della rock band, abbia gradito la macedonia di pesche fresche servita come dessert prima di salire sul palco del Pistoia Blues.
Meno pretenzioso invece, a differenza delle aspettative, l'inglese Noel Gallagher che con il suo gruppo High Flying Birds e tutto l'entourage tecnico, ha inaugurato lunedì la sua giornata pistoiese con un ricco brunch servito con french toast, wurstel e omelette in abbondanza.
Non c'è palato, anche il più raffinato, che non trovi soddisfazione nel gustare i piatti preparati dal cuoco pistoiese Alessandro Borrelli e dal suo instancabile team della cooperativa sociale Don Chisciotte di Capostrada, che durante i giorni del festival Blues è chiamato ad allestire i buffet per gli artisti che si esibiscono sul palco di piazza del Duomo. Un servizio di catering di alto livello che, ormai, si ripete puntuale da sette anni e che, nelle diverse edizioni del festival - che quest'anno spegne quaranta candeline – ha visto anche artisti complimentarsi di persona con Borrelli&co. Come lo scorso anno, quando James Blunt esordì con un «super nice!» riferendosi alle lasagne. «Sempre più spesso – spiega il cuoco della cooperativa Don Chisciotte, che prepara ogni giorno i piatti nella cucina del circolo Arci di Capostrada – i tour manager degli artisti ci richiedono menù alternativi vegetariani o vegani, e noi cerchiamo sempre di accontentare tutte le richieste. Ma quando poi portiamo i nostri sapori tradizionali, sono in pochi a resistere. Per gli artisti che girano il mondo, assaggiare i piatti italiani, anche i più semplici, è sempre un piacere».
E così, oltre a melanzane alla parmigiana, pasta fredda con pomodoro, ricotta salata e basilico, ad andare per la maggiore sono affettati, formaggi e i sapori tipicamente toscani. Ma anche i dolci, come la panna cotta e il tiramisù (nel 2016 la leggenda americana del Blues Lucky Peterson mangiandone una coppetta lo definì «il più buono della sua vita»).
«Quest’anno abbiamo deciso di portare anche i sapori delle nostre produzione tipiche - prosegue Borrelli, al lavoro insieme ad un collaboratore, Alessandro Bocchini – come i brigidini di Lamporecchio e i cantucci di Prato. E devo dire che mi pare che tutti li abbiano graditi».
Durante il Blues la cooperativa Don Chisciotte prepara una media di una sessantina di piatti al giorno, per tutto lo staff tecnico degli artisti che si esibiscono la sera: dalla colazione-brunch alla cena, passando per il light lunch. Ogni servizio viene allestito nella corte di Palazzo Comunale, trasformata in quei giorni in un suggestivo backstage all'aperto, accessibile solo agli "addetti ai lavori".
«Quelli del Blues sono sempre giorni intensi, ma di grande soddisfazione per tutti noi» conclude Borrelli. La Don Chisciotte - presieduta da Laura Ulivi - è una cooperativa sociale di tipo B che favorisce l'inserimento lavorativo di persone con disagio. A fondarla, nel 2005, sei famiglie di Pistoia che hanno voluto offrire un futuro lavorativo ai propri figli. —
Valentina Vettori
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