Il Tirreno

Pistoia

ambiente e lavoro 

L’appello dei vivaisti «Più verde pubblico fuori dai centri storici»

L’appello dei vivaisti «Più verde pubblico fuori dai centri storici»

L’intervento di Francesco Mati, presidente del Distretto al convegno di Firenze su piante e spazi urbani

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Nel verde pubblico occorre aumentare la qualità per combattere una inutile quantità che spesso non offre alcun risultato. Occorre valorizzare e investire in opere a verde per le aree periurbane (esterne alla città ma non vera e propria campagna, ndr) e favorire una progettazione di spazi verdi che tengano conto delle esigenze della popolazione».

Sono alcune delle indicazioni offerte dal presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Mati nelle conclusioni del tavolo “Il verde: il paesaggio, i parchi, il garden design, il vivaismo”, da lui moderato nei giorni scorsi alla Scuola agraria di Firenze nell'ambito del convegno “Mettere radici: vantaggi, rischi e gestione del verde urbano”, organizzato da Regione, Anci Toscana e Fondazione per il clima e la sostenibilità. Al tavolo sono intervenuti Giovanni Maffei Cardellini, presidente del Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Luca Magazzini, presidente Associazione vivaisti italiani, Silvia Martelli (Ordine agronomi e dottori forestali di Firenze), Marco Minucci (Regione) e Antonella Perretta (Comune di Prato).

«Attenzione alle esigenze della popolazione - ha spiegato Francesco Mati - significa che le aree verdi devono essere utili e fruite dai cittadini». E sulla necessità di puntare sulle aree periferiche, ha ricordato che «ci sono ormai molti studi scientifici internazionali sui danni alla salute dei cittadini e sui costi provocati dall'aver costruito aree urbane prive di piante o con troppo poco verde».

Mati ha inoltre ricordato la necessità di «aumentare la sostenibilità nelle opere a verde pubblico» e di una maggiore attenzione per «i prodotti vivaistici di Pistoia destinati al paesaggio e al verde pubblico e privato». Anche perché le due cose vanno spesso insieme, sia in quanto prendere piante a filiera corta diminuisce l'impatto ambientale del prodotto, sia perché il distretto pistoiese sta implementando buone pratiche che rendono le produzioni vivaistiche sempre più ecologiche». Infine Mati ha sottolineato che «il vivaismo in Toscana ha una plv (produzione lorda vendibile) di circa 700 milioni di euro, quindi superiore ai 400 milioni della vitivinicoltura e che il vivaismo dà lavoro a un addetto per ettaro». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini