La manifestazione
«Devono spiegarci com’è finita in acqua»
La salma della bambina annegata è ancora a Bologna e i familiari sono scettici sui risultati dell’autopsia
pistoia. L’autopsia è stata eseguita venerdì, ma il corpo della piccola Blessing Okojie non è stato ancora messo a disposizione dei familiari, sono stati loro stessi a confermarlo nel pomeriggio di ieri. Non è escluso dunque che il sostituto procuratore Flavio Lazzarini, titolare delle indagini sulla morte della bambina di 7 anni, annegata martedì nel fiume Reno all’altezza di Molino del Pallone, nel comune di Alto Reno Terme, meta del campo estivo dell’oratorio San Domenico Savio, si sia preso un altro po’ di tempo per approfondire alcuni spunti emersi in seguito all’esame.
La stessa Misericordia di Pistoia, che è stata ufficiosamente incaricata dal sindaco Alessandro Tomasi di occuparsi dei funerali della bambina, non ha ricevuto alcuna comunicazione sul trasferimento della salma. Domani gli incaricati dei servizi funebri, insieme agli assistenti sociali del Comune, incontreranno nuovamente i genitori di Blessing, Benson e Adesua Okojie per dare notizie più precise.
«L’unica cosa che ci hanno detto dopo l’autopsia – dice Constance, la cugina di Adesua Okojie che tiene i contatti con l’esterno – è che sul corpo di Blessing non c’era nessun segno di violenza, né traumi né graffi. Questo significherebbe che non è scivolata, non è caduta. Ma questo non ci convince. I genitori si chiedono: come è finita dentro l’acqua, come ha fatto ad annegare in quel punto? Ci devono spiegare se è stata spinta da qualcuno, se è caduta. Se qualcuno ha visto ce lo dica».
In attesa del risultato degli esami istologici, che potrebbero aprire nuovi scenari, l’unica altra spiegazione è che la bambina si sia sentita male e questo potrebbe aver provocato la caduta in acqua e il successivo annegamento. Quando è finita nel fiume, in ogni caso, Blessing era ancora viva, altrimenti non sarebbe stata trovata acqua nei polmoni.
«Ma lei era una bambina sana – continua a ripetere Constance – Non aveva niente, non si era mai sentita male e non era mai caduta». I genitori di Blessing sono comprensibilmente provati dalla tragedia e per loro è stato attivato da parte del Comune il supporto psicologico, esteso anche al fratellino che era presente a Molino del Pallone.
Il medico legale Federica Fersini si è presa 60 giorni di tempo per consegnare la sua relazione al magistrato e al momento non risultano indagati nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Lazzarini. –
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