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allarme rosso 

Scuole superiori a rischio sicurezza ora la Provincia cerca sedi alternative

Fabio Calamati
Scuole superiori a rischio sicurezza ora la Provincia cerca sedi alternative

Pubblicato il bando per trovare edifici da affittare, nel caso in cui una o più scuole dovessero essere chiuse per lavori

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PISTOIA. La Provincia di Pistoia sta cercando edifici da prendere in affitto per ospitare intere scuole superiori, o gruppi di classi, in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico. E questo perché dalle verifiche antisismiche in corso su 8 scuole sta emergendo sempre più concreta “la necessità di dover effettuare interventi, più o meno importanti, di adeguamento sismico su alcune delle scuole verificate”. E se gli interventi dovessero essere fatti a scuola chiusa, questo “potrebbe comportare l’eventuale necessità di spostare temporaneamente uno o più istituti (totalmente o parzialmente) dalla loro attuale sede”. . Dice proprio così il decreto firmato dal presidente della Provincia di Pistoia Luca Marmo giovedì scorso. Al di là della foresta di condizionali, significa che in Provincia sono molto preoccupati per le conclusioni delle verifiche antisismiche in corso sulla maggior parte delle scuole superiori che hanno sede a Pistoia, conclusioni che dovranno arrivare entro il 15 luglio. Ricordiamo che sotto controllo ci sono il liceo classico Forteguerri (sede centrale e succursale di piazza San Francesco), il liceo artistico Petrocchi, l’istituto tecnico tecnologico Fedi-Fermi (viale Adua e via Panconi), l’istituto agrario De Franceschi (non la scuola ma il convitto), l’istituto professionale Pacinotti, l’istituto professionale Einaudi (il vecchio plesso) e, infine, l’istituto comprensivo di San Marcello. Si tratta in alcuni casi di edifici storici, risalenti anche al 1200, oppure di strutture costruite intorno agli anni Settanta, quindi senza gli obblighi antisismici introdotti dalla normativa posteriore.

È molto concreta la possibilità che una o più di queste scuole possa non essere in condizioni di riaprire i battenti a settembre, per problemi di sicurezza. E siccome la Provincia non dispone di edifici da adibire temporaneamente a sede scolastica, ecco scattare l’ “avviso pubblico di indagine di mercato”, per andare a cercare, in tutta la provincia, edifici adatti ad ospitare temporaneamente (con contratto fino a due anni) le scolaresche sfrattate dagli eventuali lavori.

Per capire il senso dell’iniziativa, bisogna ricordare che la Provincia aveva dato incarico già nell’ottobre scorso di verificar e la sicurezza delle sue scuole. E un primo risultato è da marzo sui tavolini dell’amministrazione: proprio in base all’esito di quel primo round di verifiche, la Provincia ha chiesto ai tecnici esterni di approfondire le verifiche sulla sicurezza degli edifici. E sono i risultati di questa seconda verifica ad essere attesi per il 15 luglio.

Approfondimenti, per dirne una, che hanno già prodotto un primo intervento di emergenza, con transenne e puntellature all’istituto Fedi, dove altrimenti non sarebbe stato possibile svolgere in sicurezza gli esami di maturità.

Insomma, il quadro che si intuisce leggendo il decreto del 5 luglio (per la cronaca, il 168) è di una gravità inedita, almeno a Pistoia. Il già previsto trasloco della succursale del liceo artistico Petrocchi nella ex Banca d’Italia, alla fine, potrebbe essere il problema minore da gestire per il presidente Marmo. —

Fabio Calamati

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