Il dolore
SCUOLA DA CHIUDERE E SCARSA TRASPARENZA
L’amministrazione comunale guidata da Alessandro Tomasi ha imboccato la strada dei controlli a tappeto sugli edifici scolastici per verificarne la sicurezza. I risultati le stanno dando ragione: per diversi edifici sono emersi problemi, in alcuni casi così gravi da non rendere conveniente la ristrutturazione: meglio chiudere e, se del caso, abbattere. Chiudere una scuola, però, non è un atto amministrativo come un altro. Una scuola per i propri figli non si cambia a cuor leggero. È anche per questo che per gli ultimi due edifici chiusi, la scuola di Capostrada e quella di Bonelle, è nata una contestazione alle soluzioni proposte, con comitati, raccolte di firme e assemblee. Nel caso di Bonelle (dove la soluzione coinvolgeva l’utilizzo di un edificio del Comune, il centro L’Argine) si è arrivati anche ad una petizione, discussa in una commissione congiunta. Al di là del merito, è stato un fatto di trasparenza: si è discusso in pubblico con le carte sul tavolo. Diverso il caso di Capostrada, dove la soluzione (ridistribuzione dei bambini tra scuole elementari) non coinvolgeva il Comune. Lì ha scelto il consiglio di istituto, dove le voci della scuola da chiudere non erano rappresentate e la decisione finale non è stata resa pubblica per giorni. Tutto ineccepibile dal punto di vista amministrativo. Ma forse si è persa un’occasione di trasparenza. –
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