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Pistoia

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Alunni nel centro sociale «ma per tre anni al massimo»

Fabio Calamati
L’intervento di Simone Fragai, del Comitato, alla seduta delle commissioni consiliari
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L’intervento di Simone Fragai, del Comitato, alla seduta delle commissioni consiliari

Esaminata e (alla fine) respinta dalle commissioni consiliari la petizione che voleva impedire l’uso temporaneo come scuola dell’edificio dell’Argine

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PISTOIA. Non durerà più di tre anni l’occupazione del centro sociale L’Argine da parte degli alunni della scuola elementare di Bonelle. Questa è la previsione formulata ieri pomeriggio dall’ingegner Gabriele Passeri, del Comune, intervenuto alla seduta delle commissioni seconda e quarta del consiglio comunale. . Le due commissioni erano state convocate per esaminare la petizione (corredata da 500 firme) presentata dal “Comitato di Bonelle per la difesa degli spazi comuni”, petizione che chiedeva all’amministrazione Tomasi una retromarcia rispetto al progetto di utilizzare il centro sociale di Bonelle come sede scolastica di emergenza per le tre classi alloggiate fino a giugno nella scuola elementare del quartiere. Scuola che i controlli antisismici dell’amministrazione hanno clamorosamente bocciato.

Il Comitato è nato proprio per contrastare questa scelta: il centro sociale svolge un fondamentale ruolo aggregativo per la gente del quartiere, è in sostanza un prefabbricato inadatto ad ospitare alunni, molto meglio traslocare i bambini al piano terreno della scuola materna La Coccinella.

Ieri cinque esponenti del Comitato hanno esposto le loro ragioni ai membri delle due commissioni, al sindaco Tomasi e all’assessore Alessandra Frosini. Hanno fatto domande, ascoltato risposte, poi se ne sono andati per niente convinti da quello che avevano ascoltato. Ma era difficile immaginare che potesse andare diversamente: come vuole il regolamento, la petizione è stata messa ai voti e sonoramente bocciata (a favore hanno votato solo i consiglieri Pd e Federica Bonacchi di Pistoia città per tutti.

Durante il dibattito, Tomasi e l’assessore Frosini hanno ribadito che loro intenzione non è assolutamente quella di “sfrattare” le attività del centro sociale, che potrebbe continuare ad utilizzare l’Argine dopo le 16. L’ingegner Passeri, invece, si è dedicato alle questioni più tecniche. E, tra le altre cose, ha precisato che l’idea è quella di non modificare la destinazione del centro sociale a scuola: l’Argine, cioè, rimarrà un centro sociale e tale tornerà quando l’emergenza sarà conclusa, nel giro di tre anni circa.

Perché tre anni? Perché quelli dovrebbero essere i tempi tecnici per adeguare agli standard di sicurezza la scuola materna e collocarvi lì le classi elementari. O, in alternativa, per decretare la fine di una elementare autonoma per Bonelle, causa mancanza di iscrizioni alle prime classi (già nello scorso anno scolastico i numeri consentirono di creare una sola classe prima, a Ramini).

Ma se questo è il progetto, perché non si è deciso subito di portare le tre classi elementari nella sede della materna la Coccinella? Il problema è – ha spiegato il tecnico – che adeguare il piano terreno della materna a scuola elementare richiederebbe lavori per circa duecentomila euro. Ma la Coccinella deve ancora sottoporsi alle verifiche sismiche. E se venisse fuori che la materna ha a sua volta bisogno di interventi, tutto il lavoro precedente andrebbe buttato.

Ma i controlli antisismici alla Coccinella – hanno chiesto dal Comitato – non si potevano fare prima? No - è stato risposto – perché le richieste di finanziamento per controlli del genere, se si tratta di scuole comunali, si sono potuti presentare solo a giugno (scadenza che il Comune ha rispettato). I finanziamenti distribuiti all’inizio del 2019 erano inve ce riservati alle scuole statali: occasione che Pistoia ha saputo cogliere molto bene, assicurandosi fondi per 24 controlli, uno dei quali è quello che ha decretato la chiusura della elementare di Bonelle.

 

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