Lutto
Amputò con le forbici le orecchie del suo cane Condannato a tre mesi
PISTOIA. Il riconoscimento del vizio parziale di mente non è bastato per evitare la pena detentiva. Mercoledì 3 luglio, nell’aula del giudice monocratico di Pistoia, Lorenzo Ranieri, 37 anni, di Piteglio, è stato condannato dal giudice Alessandro Azzaroli alla pena di tre mesi di reclusione e tremila euro di multa. Ranieri è stato riconosciuto colpevole di maltrattamento di animali per aver straziato con un paio di forbici da cucina gli orecchi del suo pitbull, oltretutto senza poi minimamente preoccuparsi di curarlo quando, su quelle ferite sanguinanti, si erano manifestati i segni della cancrena. Un reato, quello riportato nel capo di imputazione, per il quale il codice penale prevede una pena fino a 18 mesi di reclusione e una multa fino a 30.000 euro. Se Ranieri se l’è cavata con molto meno, questo – come detto – dipende dalla perizia psichiatrica cui è stato sottoposto su disposizione del giudice Azzaroli. A redigere la perizia è stato lo psichiatra Simone Rosi: le sue conclusioni sono state chiare. In quel novembre 2015, quando mutilò Starker, il suo malcapitato amico a quattro zampe, Ranieri aveva una ridotta capacità di intendere e volere, legata in particolare alla mancanza di controllo sulle proprie azioni e di riflessione sulle conseguenze delle stesse. Una condizione provocata dalle patologie per le quali adesso l’uomo è seguito in una comunità sull’Appennino.
Alla luce delle risultanze della perizia, il pm aveva chiesto come pena solo una multa di 3.000 euro. Il giudice, come detto, ha voluto andare oltre le richieste dell’accusa.
Azzaroli ha anche disposto la confisca del cane, che peraltro gli era stato sequestrato già nel 2015, subito dopo che i carabinieri di Cireglio, su impulso dei volontari dell’Enpa di Pistoia, avevano scoperto le condizioni dell’animale. In tutto questo tempo il pitbull è stato affidato ad una famiglia dove vive insieme ad un altro cane della stessa razza: è cresciuto, sta bene e oggi gode di ottima salute. L’Enpa, che all’inizio del processo si era costituito parte offesa, attraverso l’avvocato Danilo Giacomelli hapresentato una richiesta di affidamento, firmata dalla presidente dell’ente Rossella Ghelardini. Su tale richiesta il giudice Azzaroli si è riservato di decidere. —
Fabio Calamati
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