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Comune paga 6.100 euro dopo la causa vinta da un agente municipale
agliana. Il Comune paga 6. 100 euro per un controversia di lavoro persa con un dipendente. È questa la somma riconosciuta come debito fuori bilancio dal consiglio comunale di Agliana lunedì, nella prima seduta del mandato 2019-2014. La vicenda che ha portato alla sentenza con cui nel 2018 il giudice del lavoro di Pistoia ha condannato il Comune di Agliana risale a oltre 10 anni fa ed è relativa alla vertenza per la mancata progressione economica di un agente di Polizia municipale, oggi non più in servizio ad Agliana. Il ricorso al giudice del lavoro da parte dell’ormai ex dipendente del Comune di Agliana è giunto dopo il fallimento di un tentativo di conciliazione, i cui termini erano stati accettati dall’agente di Polizia municipale ma non dall’ente.
«La progressione – ha spiegato il sindaco Luca Benesperi – non fu riconosciuta perché l’allora comandante della Polizia municipale di Agliana aveva specificato che l’agente aveva fatto poche multe: un criterio di valutazione, quello delle multe elevate, ritenuto non ragionevole nella sentenza del giudice del lavoro».
Il riconoscimento del debito fuori bilancio è stato approvato dal consiglio comunale con 12 voti favorevoli, 3 astensioni e un voto contrario. A favore si sono espressi il sindaco, i 10 consiglieri della maggioranza di centrodestra e Massimo Bartoli del Movimento 5 Stelle; si sono astenuti i 3 esponenti del gruppo “Partito democratico e Agliana Insieme” , mentre l’unico voto contrario è giunto da Alberto Guercini di “Agliana in Comune” .
«È una vicenda – ha commentato Benesperi– nel solco di quanto fatto dalle amministrazioni negli scorsi mandati: perdere cause in maniera illogica, dopo aver affidato incarichi in maniera non opportuna. In questo caso l’errore è stato marchiano sia da parte del funzionario comunale che del legale: la conciliazione, se fosse stata accettata, avrebbe comportato zero costi per il Comune. Chi ha sbagliato fa pagare i cittadini senza risponderne in sede civile. Per questo deve essere istituita la commissione disciplina». – T. A.
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