Attenzione
Imprese troppo piccole e poco spazio per l’innovazione
Luci e ombre nel rapporto della Camera di Commercio: Pistoia agli ultimi posti delle classifiche regionali
PISTOIA. Ci sono luci e ombre, sul fronte della situazione economica pistoiese (il riferimento è all’anno 2018): la provincia lancia dei segnali positivi ma, nonostante questo, occupa ancora gli ultimi posti delle graduatorie regionali. Tre i settori trainanti: quello ferrotranviario con in testa l’Hitachi e, a seguire, il turismo e il vivaismo. È un rapporto dettagliato, quello elaborato, per conto della Camera di Commercio pistoiese, da Rossella Micheli.
«In alcuni settori – spiega il presidente Stefano Morandi – l’economia è migliorata, ma in altri presenta ancora criticità importanti. Restano delle difficoltà, infatti, nel superamento dei vincoli di natura strutturale. A fronte dell’alta densità di aziende e pure di una buona vocazione all’export, gravano, però, la piccola dimensione delle imprese, e i mix produttivi ancora troppo sbilanciati verso le produzioni tradizionali. E poi c’è lo scarso apporto d’innovazione tecnologica con difficoltà legate ai passaggi generazionali».
Sono 32.741 le imprese registrate nell’intera provincia di Pistoia. Di queste, 7.694 sono legate al commercio, 5.265 alle costruzioni, 3.292 all’agricoltura e 2.422 al turismo. Ma c’è un dato che il segretario generale della Camera di Commercio, Daniele Bosi, ha sottolineato. «Sono molto poche – precisa – le imprese che cercano figure professionali altamente qualificate».
Secondo il report di Unioncamere-Anpal, infatti, soltanto il 7,2% delle aziende richiede una preparazione di livello universitario, mentre per oltre il 35% è sufficiente il diploma di scuola superiore. «Chi vorrebbe figure qualificate, invece – prosegue Bosi – molto spesso non le trova: nel 24,5% dei casi, infatti, proprio mancano i candidati, mentre quasi il 12% di questi non ha una preparazione adeguata rispetto al ruolo che dovrà svolgere». Secondo gli indirizzi di studio segnalati, infatti, soltanto nel 2018, sono 1.190 le entrate previste dalle imprese e ritenute di “difficile reperimento” .
E per il futuro? L’arco temporale – preso in considerazione da Prometeia – è quello compreso tra il 2018 e il 2022. «Per il prossimo triennio – spiega Micheli – lo scenario è comunque positivo. Il valore aggiunto avrà un incremento medio annuo pari a 0,5% con un leggero aumento dell’occupazione (0,4%). È previsto, inoltre, un aumento sia delle esportazioni (+ 4,6%) che anche delle importazioni (+ 4,7%)».
«Anche in futuro – conclude il presidente Morandi – proseguirà l’impegno del sistema camerale per sostenere il tessuto delle aziende. E faremo tutto il possibile per far sì che la nostra economia torni a competere con gli altri territori».
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