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Arrestati tre romani Erano specializzati nei furti ai danni dei rappresentanti
Ha indagato la polizia stradale dopo un colpo a Pescia Sette gli episodi contestati, quasi tutti in Toscana
pistoia. Indagando sul furto di gioielli per un valore di 100.000 euro compiuto a Pescia nel settembre dell’anno scorso ai danni di un rappresentante di preziosi, la polizia stradale di Pistoia ha finito per mettere le mani su una banda di tre romani che sono stati arrestati con l’accusa di aver compiuto sette furti ai danni di altrettanti rappresentanti, quasi tutti in Toscana.
Si tratta di Gerardo Izzo, un ex pugile di Aprilia di 56 anni, Massimiliano Moretti, 49 anni, di Ardea, e Mario Bello, 62 anni, di Ostia. Quest’ultimo è stato il primo a finire in manette il 26 marzo a Cecina, quando insieme agli altri due tentò di derubare un rappresentante di gioielli ma fu bloccato dai poliziotti di Pistoia che lo seguivano fin da Grosseto, dove i ladri avevano agganciato il rappresentante in attesa del momento più propizio per derubarlo.
La svolta nelle indagini sulle attività criminali del terzetto era arrivata nell’ottobre dell’anno scorso, quando un rappresentante di gioielli si era accorto che tre auto lo stavano seguendo e aveva segnalato la cosa alla polizia di Latina. Quel giorno una delle tre auto fu fermata e il conducente fu identificato. Ancor più del suo nome si è rivelata una manna per i poliziotti il suo numero di telefono. Da quel numero sono state estrapolate ben 37 utenze telefoniche in uso ai ladri e di lì si è risaliti ai movimenti delle loro auto, registrati dai telepass. Non è stato facile seguirli, perché i tre sapevano di essere soggetti ai controlli e dunque si muovevano solo su auto noleggiate all’aeroporto, che venivano prese e poi rese senza dare il tempo alla polizia di installare dei rilevatori di posizione. Le schede telefoniche usate per le comunicazioni interne alla banda erano invariabilmente intestate a prestanome stranieri. E per maggior sicurezza i furti venivano messi a segno lontano dai luoghi di residenza.
Il primo colpo attribuito al terzetto risale al settembre dell’anno scorso a Firenze, in piazza Dalmazia, dove un rappresentante fu derubato di oltre 1.000 occhiali per un valore di circa 50.000 euro, presi dall’auto lasciata in un parcheggio. Pochi giorni dopo toccò al rappresentante di gioielli derubato a Pescia di merce per un valore di 100.000 euro. Il 3 ottobre rischiò di fare la stessa fine un rappresentante di occhiali a Grosseto, ma in quel caso il furto fallì perché scattò l’allarme antifurto della sua auto. Quel colpo fallito forse ha consigliato ai tre ladri di prendersi una pausa, tanto che il successivo colpo che viene loro contestato risale al 12 febbraio. Siamo ad Altopascio e a farne le spese è un rappresentante che si vede sfilare da sotto il naso il campionario di 750 occhiali per un valore di 60.000 euro. Passa un mese e la banda torna a colpire in Toscana, stavolta a Camaiore, il 5 marzo, quando tocca a un altro rappresentante derubato di merce per un valore di 50.000 euro. A questo punto i poliziotti della Stradale di Pistoia, che hanno lavorato anche coi colleghi di Prato e dei Compartimenti della Toscana e del Lazio-Umbria, sono sulle tracce del trio, che decide di cambiare aria e colpisce a Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti, dove rubano occhiali per un valore di 158.000 euro. La misura è colme e pochi giorni dopo scatta l’arresto in flagranza di Mario Bello a Cecina. I due complici riescono a fuggire ma sanno che prima o poi la polizia arriverà anche a loro. Intanto mettono al sicuro la refurtiva, che non verrà trovata. L’ultimo membro della banda a finire in manette è stato rintracciato in un ristorante del litorale dal nome che per lui avrebbe dovuto essere profetico: “Senza Scampo”. — P.N.
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