Gioco
Chiude i battenti dopo 124 anni Andreini pelletterie in via degli Orafi
Elisabetta, la titolare: «Non c’è più il lavoro di una volta Porterò sempre con me l’affetto mostrato dalle clienti»
PISTOIA. Alcuni scaffali sono già stati smontati, diverse borse di pelle giacciono abbandonate un po’ dappertutto. In un manifesto, appeso alla porta d’ingresso, si legge: “Chiuso per sempre” . Da oggi lo storico negozio “Andreini pelletterie” di via degli Orafi, a Pistoia, non c’è più. Un’attività con alle spalle oltre un secolo di vita, avviata nel lontano 1895 da Luigi Andreini. All’inizio vendeva ombrelli artigianali, in piazza del Duomo. Poi, passando di generazione in generazione, l’attività è arrivata fino alla pronipote di Andreini, Elisabetta, che oggi è dispiaciuta e amareggiata. Quella di chiudere il suo negozio di via degli Orafi non è stata una decisione che ha preso a cuor leggero. Ma non riusciva più ad andare avanti.
«Non c’è più il lavoro di una volta, la maggior parte della gente non guarda più alla qualità ma soltanto alle firme – racconta – E gli affitti sono troppo alti. Tenere aperta un’attività a queste condizioni è diventato impossibile».
Il rammarico si legge a chiare lettere negli occhi di Elisabetta, ma è difficile trovare un’altra soluzione. È dura, per lei, lasciarsi alle spalle la storia di un’attività commerciale che, inevitabilmente, affonda le radici in quella della sua famiglia. Con i suoi 124 anni, “Andreini pelletterie” è uno dei negozi più antichi del centro storico.
«Quando il mio bisnonno lo aprì, nel lontano 1895 – ricorda – gli ombrelli venivano ancora fatti con un metodo artigianale: prima si tagliavano i tessuti a spicchi e poi venivano cuciti sui telai. In seguito arrivarono le valigie, le borse, i guanti e gli accessori in pelle e così la ditta Andreini si ingrandì».
Era una famiglia numerosa, quella del padre di Elisabetta, Bruno. «Erano otto fratelli – prosegue – e furono aperti in città cinque negozi, tra quelli di pelletteria e giocattoli. Quelli erano gli anni d’oro: c’era il boom economico e tutto girava per il verso giusto».
Ma negli anni Novanta alcune attività furono chiuse. «I fratelli Andreini, purtroppo – aggiunge Elisabetta – vennero a mancare uno dopo l’altro e i figli scelsero di svolgere altre attività». Di quelle cinque, ora, ne restano aperte soltanto due (una in via Carratica e l’altra sotto la Galleria nazionale) di Roberto e Cecilia Andreini.
«Da una parte la crisi economica – conclude Elisabetta, dall’altra l’avvento del commercio via internet e della grande distribuzione, hanno fiaccato tutte le energie messe finora in campo. Sono stata così costretta, con mio grande dispiacere, a chiudere dopo 124 anni questo negozio di pelletterie. È stato il mio orgoglio, a cui mi sono sempre dedicata, e dove ha trascorso gran parte della mia vita. Grazie alle clienti che, in questi ultimi giorni, sono venute a salutarmi. Il loro affetto sarà sempre con me». –
Martina Trivigno
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